Progesterone e antibiotico in gravidanza: può alterare il test del DNA fetale?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 15/04/2020 Aggiornato il 08/05/2026

Prima della ottava settimana di gravidanza, i farmaci non riescono a passare la placenta, quindi si può stare tranquille se si sono assunte medicine in quest'arco di tempo.

Una domanda di: Alessandra
Salve dottoressa, vorrei sapere se, assumendo progesterone, ovuli vaginali e ovuli vaginali antibiotico posso determinare il clitoride ipertrofico alla bimba?
Tutti questi medicinali che ho assunto possono influenzare l’esito del DNA fetale o indurre un errore nella determinazione del sesso?
E’ la prima volta che prendo tutti questi medicinali.
Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora mamma, non mi ha precisato i nomi dei farmaci cui ha dovuto sottoporsi ad eccezione del progesterone che non comporta comunque un rischio di ipertrofia del clitoride fetale.
Alcuni farmaci in gravidanza possono causare questo e altri tipi di problemi, per cui è importante seguire sempre le indicazioni di noi medici prima di assumerli.
In linea di massima, i farmaci non sono capaci di alterare il DNA fetale ma casomai di causare dei difetti nella sua espressione, quali sono appunto le malformazioni congenite.
Per intenderci, la sindrome di Down (ossia trisomia del cromosoma 21) non potrà mai essere causata dall’assunzione di un farmaco perché è una sindrome genetica legata al numero dei cromosomi, non alla loro espressione.
Bisogna poi distinguere tra l’esposizione a progesterone vero e proprio, oppure ad alcuni suoi derivati quali per esempio il noretisterone.
Il progesterone non può causare ipertrofia clitoridea, mentre il noretisterone, se assunto in dosi elevate tra l’8° e la 10° settimana di gravidanza, può dare luogo ad ipertrofia clitoridea (anche se in una percentuale limitata soltanto all’1% delle bimbe esposte).
Spero di averla rincuorata, capisco la sua preoccupazione nell’aver assunto tanti farmaci in gravidanza ma immagino siano stati prescritti da colleghi che erano consapevoli del suo stato “interessante”, in grado quindi di scegliere farmaci con principi attivi compatibili con la gravidanza stessa.
Qualora avesse assunto farmaci prima di accorgersi della gravidanza, mi sento comunque di rassicurarla in quanto prima della ottava settimana di gravidanza (contando le settimane a partire dal primo giorno dell’ultima mestruazione) i farmaci non riescono a passare la placenta, che ancora deve diventare in grado di effettuare degli scambi veri e propri.
Resto a disposizione se desidera per ulteriori chiarimenti, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Aereo e gravidanza: per vincere la paura di volare si può prendere un ansiolitico?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In generale, in gravidanza è meglio evitare l'assunzione di benzodiazepine (la famiglia dei comuni ansiolitici) tuttavia in casi eccezionali, ovvero quando si ha tanta paura di viaggiare in aereo, si può occasionalmente farne uso.   »

Farmaco contro i vermi del cane assunto per sbaglio in gravidanza: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Antonio Clavenna

Il fenbendazolo per uso veterinario è simile ai principi attivi antiparassitari impiegati nell'uomo, quindi è improbabile che una sola compressa assunta accidentalmente esponga il feto a rischi.   »

Pitiriasi versicolor in gravidanza: quali cure?

Gli Specialisti Rispondono di Professore Piergiacomo Calzavara Pinton

L'infezione causata dal lievito Malassezia in gravidanza si può curare con una crema e un bagnoschiuma antimicotici.   »

Paroxetina in gravidanza: può danneggiare il bambino?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

La paroxetina va senza dubbio assunta in gravidanza, se ve ne è indicazione, visto che aiuta a controllare il disturbo dell'umore da cui è interessata la futura mamma senza causare danni al feto.  »

OKI (ketoprofene): perché non si può prendere in gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Tutti i FANS (per esempio ibuprofene, acido acetilsalicilico, ketoprofene, nimesulide) sono sconsigliati in gravidanza, in particolare a partire dal secondo trimestre, perché possono provocare un grave danno al cuore del feto: la chiusura prematura del dotto di Botallo.   »

Le domande della settimana

Assorbenti interni: può usarli una ragazzina di 11 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non ci sono controindicazioni mediche all'uso degli assorbenti interni fin dalla prima adolescenza. Va tenuto presente, però, che per applicarli correttamente la ragazzina deve imparare a conoscere bene la propria anatomia.   »

Acido folico: in che quantità va assunto in vista della gravidanza se si è portatrici sane di talassemia?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le donne portatrici sane di talassemia in vista di una gravidanza dovrebbero assumere una quantità di acido folico maggiore rispetto a quella consigliata a tutte le altre.   »

Herpes labiale: paura del contagio per una piccolissima

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L’herpes labiale si trasmette attraverso l'esposizione diretta alle lesioni di una persona infetta. Un contatto fugace difficilmente espone al rischio di contagio.   »

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Fai la tua domanda agli specialisti