Cresta metopica in bimba di sei mesi: quale evoluzione?
A cura di Carlo Efisio Marras - Dottore specialista in Neurochirurgia
Pubblicato il 31/12/2019
Aggiornato il 30/04/2026 Non tutte le anomalie del cranio comportano conseguenze gravi e tali da richiedere un trattamento invasivo.
Una domanda di: Papà in ansia
Buonasera dottore,
a mia figlia di 6 mesi è stata riscontrata una prominenza metopica come da referto allegato. Vorrei sapere, secondo il suo parere, se posso essere ragionevolmente ottimista circa l’evoluzione o se ci sono casi in cui anche la situazione potrebbe peggiorare e richiedere quindi un intervento chirurgico.
Grazie, cordialmente.

Carlo Efisio Marras
Gentile papà,
le asimmetrie o alterazioni della morfologia cranica sono manifestazioni non infrequenti che i pediatri tengono in considerazione nella loro pratica quotidiana. Tenga presente che pur in presenza di una situazione di questo tipo, non tutte le malformazioni craniche devono essere trattate in modo invasivo.
Le attuali conoscenze mediche permettono di stabilire se vi sia o meno un’indicazione alla chirurgia. Le ragioni per cui ci si orienta verso una soluzione conservativa o meno possono essere presenti contemporaneamente o in maniera combinata e con un diverso grado di importanza.
Esse in ordine gerarchico sono rappresentate dal rischio di un deficit neurologico e cognitivo, dalla possibilità di un problema estetico, e/o dalla prospettiva di un problema visivo. Il primo (neurocognitivo) è correlato ad un insufficiente crescita del cranio che impedisce un adeguato sviluppo cerebrale e delle funzioni ad esso connesse; il secondo pur non determinando un effetto sullo sviluppo neurologico rappresenta un importante problema sul versante relazionale sociale, influendo così negativamente sullo sviluppo del bambino; il terzo aspetto influisce non tanto (a meno di situazioni estreme) sulla funzione visiva comunemente accettata, come poter percepire piccoli dettagli o l’ambiente circostante, ma sulla cosiddetta visione stereoscopica ovvero la percezione tridimensionale degli oggetti possibile solo con l’utilizzo di entrambi gli occhi.
La situazione che riguarda la sua bimba rientra nelle cosiddette craniosinostosi ovvero situazioni in cui i punti di contatto tra le ossa del cranio (suture) si saldano precocemente, determinando uno sviluppo del cranio differente da quello considerato morfologicamente “normale”. Queste sono condizioni che coinvolgono più spesso, come nel vostro caso, una sola sutura cranica.
Nel caso della trigonocefalia si considera una precoce saldatura della sutura metopica (posta nella parte centrale dell’osso frontale) che determina una prominenza mediana della fronte, un avvicinamento delle orbite (ipotelorismo) ed un’appiattimento del sopracciglio e della corrispondente superficie frontale soprastante. La trigonocefalia rappresenta una situazione in cui lo spettro di gravità è molto ampio, variando da condizioni, come quella presentata dalla sua piccola, in cui l’unico reperto è la cosiddetta cresta metopica, fino ad arrivare a situazioni in cui la triade è chiaramente espressa e per cui l’indicazione chirurgica è univoca.
In questi casi l’intervento chirurgico è indicato già a partire dal 4°-6° mese di vita e prevede una valutazione prechirurgica che comprende un’analisi globale pediatrica, radiologica con studio TC del cranio, neurocognitiva e della funzione visiva.
Da quanto emerge dalla relazione clinica allegata, lo specialista ha tenuto conto di tutti gli aspetti che le ho riportato ed ha inquadrando la salienza riscontrata di basso impatto sulle problematiche descritte. Un caro saluto.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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