Psicofarmaci e gravidanza

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 31/03/2021 Aggiornato il 31/03/2021

Anche in gravidanza è fondamentale non trascurare il dosaggio degli psicofarmaci, che devono essere assunti nella quantità minima efficace.

Una domanda di: Grazia
Salve, sono Grazia. Sono incinta di 32 settimane. Soffro di disturbo

ossessivo compulsivo. Appena ho scoperto di essere incinta a 6 settimane ho sospeso
Anafranil 75 mg e scalato Quietiapina da 150 mg a 50 mg. Sto continuando ad
assumere 50 mg di Quietiapina alternandola a periodi con 25 mg per tutta la
gravidanza. Che rischi corre il mio bambino? Può avere conseguenze nel tempo? Il
rischio di malformazioni è alto? Cerco di tenere bassa la terapia anche se è
difficile. Sono molto spaventata. Le ecografie sono buone. Grazie e saluti.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, immagino la fatica di proseguire la gravidanza togliendo completamente un farmaco (Anafranil, o Clomipramina, in effetti non è di prima scelta nè in gravidanza nè in allattamento) e riducendo anche il dosaggio dell’unico farmaco residuo (Quetiapina, che invece è compatibile sia in gravidanza che in allattamento se si resta entro i 100 mg/die di dosaggio).
Non essendo psichiatra, tengo a dire che qualsiasi aggiustamento di terapia va ovviamente concordato con lo specialista che la segue.
Le segnalo però quanto segue:
– per il disturbo ossessivo-compulsivo è possibile assumere Venlafaxina (anche a dosaggio pieno: in gravidanza i farmaci sono eliminati più rapidamente e si distribuiscono in un peso corporeo maggiore) oppure un farmaco della famiglia degli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina)
Tra i farmaci SSRI di prima scelta in gravidanza e allattamento abbiamo la Sertralina, il Citalopram e la Paroxetina.
In ogni caso, è fondamentale non trascurare il dosaggio di questi farmaci: in gravidanza si consiglia di assumere il “dosaggio minimo
efficace”, ma questo non significa che le dosi di farmaco debbano essere ridotte rispetto al dosaggio normale dell’adulto
Teniamo presente che, una volta intrapreso il trattamento, occorreranno 2-3 settimane perché il farmaco sia pienamente efficace…motivo per cui secondo me non è prudente sospenderlo durante la gravidanza ma casomai dopo il parto…specie se si tratta di un primo figlio i cambiamenti a cui si va incontro dopo la nascita sono davvero parecchi!
– Con l’Anafranil sono state riscontrati in maggior frequenza difetti congeniti cardiaci (soprattutto a carico del setto interatriale e/o interventricolare) per cui potrebbe essere utile valutare con il curante ginecologo l’utilità di effettuare un ecocardiogramma fetale (in esenzione M50, motivata da esposizione periconcezionale a farmaci).
In ogni caso, va detto che la probabilità di malformazioni nella popolazione generale è dell’ordine del 3-4% e che quelle cardiache sono anche le più frequenti tra le malformazioni, tra l’altro sempre più suscettibili di correzione chirurgica.
Infine, immaginando che l’ansia non la stia aiutando a vivere bene l’ultima fase della sua gravidanza, vorrei dirle di cercare una brava ostetrica che possa affiancarla ora e soprattutto al parto (in alcuni ospedali è possibile essere seguiti “privatamente” da un’ostetrica al momento del parto). Una simile scelta potrebbe aiutarla a non avere paura dell’avventura che è il mettere al mondo un figlio…glielo auguro di cuore!
Spero di averla aiutata, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti