Psicofarmaci e PMA: sono incompatibili?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 19/10/2023 Aggiornato il 10/03/2026

I trattamenti ormonali che vengono prescritti in vista della procreazione medicalmente assistita bilanciano gli eventuali effetti indesiderati sulla fertilità causati da alcuni psicofarmaci.

Una domanda di: Valentina
Salve, sono mesi che ritardo la mia 4 icsi per dei forti problemi di ansia e pensieri ossessivi di cui non mi riesco ancora a liberare nonostante la
psicoterapia è L aiuto dei farmaci (assumo neurentin 300 due volte al giorno), la mia psichiatra mi ha proposto di aggiungere anche zoloft 50 ma io
non vorrei prendere troppe medicine anzi vorrei scalarle il prima possibile per procedere con la icsi ( ho 41 anni e amh a 0,70) non ho troppo tempo
anzi ne ho pochissimo purtroppo! La mia domanda è questa: posso procedere alla stimolazione anche con i farmaci che asssumi? Poi magari per il trasfer
potrei aspettare visto che tanto la blasto verrà congelata per la diagnosi preimpianto? Oppure meglio aspettare di eliminare i farmaci? Questi
potrebbero influenzare negativamente l’esito dell’ icsi? Già ho una qualità di ovociti scarsa, e questo potrebbe essere l’ultimo tentativo!!! Sono nel pallone più totale! Spero potrete aiutarmi a fare chiarezza! Grazie.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, le confesso che dalla sua mail traspare tutta l’apprensione sia per la terapia farmacologica che per il percorso di PMA a cui si sta sottoponendo…cerco di esserle di aiuto per quanto possibile.
Mi sembra un vero peccato che lei debba assumere un farmaco anti-epilettico (Neurontin sta per Gabapentin) su cui ancora le evidenze rispetto alla gravidanza sono parziali, non avendo una diagnosi di epilessia ma di disturbo d’ansia con tratti ossessivi.
Mi permetto di far presente un paio di considerazioni, premettendo che vanno sottoposte al Curante psichiatra per avere il suo consenso prima di intraprendere qualsiasi interruzione o cambio di terapia farmacologica:
per il disturbo ossessivo-compulsivo è possibile assumere Venlafaxina (anche a dosaggio pieno: in gravidanza i farmaci sono eliminati più rapidamente e si distribuiscono in un peso corporeo maggiore) oppure un farmaco della famiglia degli SSRI (Inibitori Selettivi della Ricaptazione della Serotonina)
Tra i farmaci SSRI di prima scelta in gravidanza e allattamento abbiamo la Sertralina (Zoloft è il nome commerciale), il Citalopram e la Paroxetina.
In ogni caso, è fondamentale non trascurare il dosaggio di questi farmaci: in gravidanza si consiglia di assumere il “dosaggio minimo
efficace”, ma questo non significa che le dosi di farmaco debbano essere ridotte rispetto al dosaggio normale dell’adulto
Teniamo presente che, una volta intrapreso il trattamento, occorreranno 2-3 settimane perché il farmaco sia pienamente efficace…motivo per cui secondo me non è prudente sospenderlo durante la gravidanza ma casomai dopo il parto…specie se si tratta di un primo figlio i cambiamenti a cui si va incontro dopo la nascita sono davvero parecchi!
Lei mi scrive ancora in fase pre-concezionale e quindi in realtà il discorso sui farmaci può essere ancora più morbido: fino a circa 8 settimane di gestazione (6 settimane dal concepimento o pick-up) i farmaci non passano la placenta in quantità rilevante dal punto di vista farmacologico quindi siamo di sicuro in tempo per fare tutti gli aggiustamenti del caso con la terapia e non è necessario rinviare i trattamenti come lei mi ha chiesto.
Quanto agli effetti sulla fertilità femminile, in effetti le donne in trattamento con Gabapentin hanno in alcuni casi sperimentato difficoltà nella sfera sessuale (tra cui perdita della libido o assenza dell’orgasmo) mentre per quanto riguarda lo Zoloft o Sertralina in alcune pazienti si è osservato un aumento della prolattina con galattorrea (ossia produzione di latte al di fuori dell’allattamento al seno) e in alcuni casi questo squilibrio ormonale ha provocato amenorrea e calo della libido.
Immagino che nel suo caso specifico, dovendosi sottoporre a PMA, questi possibili sintomi o effetti indesiderati saranno comunque bilanciati dalle terapie ormonali volte a stimolare le ovaie prima e il proseguimento della gravidanza poi.
In conclusione, in gravidanza siamo soliti ridurre il numero di farmaci cui ci si espone e nel suo caso sarei propensa ad intraprendere una terapia basata solo su Zoloft ma a dosaggio pieno (anche 100 o 150 milligrammi/die se necessario, l’importante è contenere i sintomi ansiosi).
Ricordo infine di assumere acido folico (nel suo caso particolare Folina, 1 compressa al giorno da 5 milligrammi) a partire dalla ricerca della gravidanza e per tutto il primo trimestre della stessa. Se possibile, meglio assumerlo lontano da the e latticini.
L’acido folico è di aiuto non solo a prevenire i difetti alla colonna vertebrale (ad esempio spina bifida) ma anche cardiaci.
Spero di averla rincuorata, mi tenga aggiornata se desidera, cordialmente.

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