Tutte le decisioni riguardo alle cure con antidepressivi e antipsicotici devono essere prese insieme allo psichiatra curante in accordo con il ginecologo: sta a loro valutare il rapporto rischio beneficio e poi indicare la strada da intraprendere.
Una domanda di: Miriam Può essere pericoloso aver assunto nel primo mese di gravidanza 1 zoloft il mattino e 1 trilafon 2 mg la sera? È opportuno sospendere subito questa
terapia? Grazie.
Antonio Clavenna
Gentile Miriam,
qualsiasi valutazione sulla terapia in corso (per esempio la diminuzione della dose o la sospensione dei farmaci) deve essere effettuata insieme al medico curante.
Gli studi disponibili sull’uso di sertralina (Zoloft) in gravidanza non sono giunti a risultati conclusivi: alcuni di questi hanno osservato un lieve aumento del rischio di malformazioni, in particolare di difetti cardiaci, ma nella parte dei casi questo rischio non è stato confermato. Considerando i dati complessivamente, gli eventuali rischi per lo sviluppo dell’embrione appaiono molto bassi: nelle mamme che hanno assunto farmaci antidepressivi nel corso del primo trimestre di gravidanza la frequenza con cui sono osservati difetti cardiaci nei neonati è inferiore a 2 casi su 100.
Ci sono dati limitati sull’uso di perfenazina (Trilafon) in gravidanza: non ci sono segnali di un possibile aumento del rischio di malformazioni, ma la numerosità dei casi studiati non consente di valutare con un sufficiente grado di certezza la sicurezza di questo medicinale.
Come sopra anticipato, le raccomando di valutare come procedere con la terapia con il ginecologo/la ginecologa e con lo specialista che la segue. Saranno loro a decidere se nel suo caso specifico sia possibile modificare il trattamento o se sia opportuno proseguirlo perché i benefici dei farmaci sono maggiori degli eventuali rischi. Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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