Una domanda di: cecilia roth
Buongiorno. Sono la compagna di un uomo separato con un figlio di 8 anni. Da noi il bimbo dorme tranquillamente senza luce nella sua cameretta (dal 1 marzo avevamo deciso di levarla sapendo che non era consigliata). Al momento di addormentarsi gli lasciamo la luce del corridoio e la porta appena un po' aperta, poi passiamo a spegnere tutto per la notte. Gli abbiamo spiegato che se ha paura svegliandosi la notte, può accendere la luce, verificare che vada tutto bene e poi spegnere e riaddormentarsi. Lo abbiamo anche tranquillizzato dicendogli che siamo accanto in caso di bisogno. Dalla sua mamma, invece, dorme in cameretta con la luce accesa perché la madre pensa che per lui sia fondamentale. Anzi, ci ha rimproverato di aver traumatizzato il bambino con il fatto di farlo dormire al buio. Vorrei avere conferma che siamo nel giusto perché di notte si riposa meglio senza luce.
Ringrazio in anticipo
Gentile Signora, i rituali, soprattutto in infanzia, dovrebbero ripetersi in modo uguale, giorno dopo giorno, e dovrebbero riuscire a trasformare il triste momento della separazione dalla realtà in un’avventura gioiosa. Il tenere una lucina di compagnia non può che rendere più gradevole questo momento aiutando il bambino a sentirsi sicuro nella grande solitudine della notte. Ma se l’approccio adottato, nelle modalità che Lei descrive, non è condiviso con la madre naturale, si può pensare di chiedere direttamente al bambino come preferisce addormentarsi quando viene nella nuova casa. Le ricordo che i grandicelli, diversamente dai piccolissimi, hanno maturato il senso della proprietà, del proprio ruolo e spazio in famiglia. Ed è con queste parole che Le suggerirei di favorire il più possibile un clima sereno affinchè il bambino possa sperimentare, seppure in un contesto differente, un angolo tutto suo per la notte (con le cose che lui preferisce) e possa così trasformare la fase dell’addormentarsi in un bel gioco. Mi tenga aggiornata su come si evolve la situazione.
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