Una domanda di: tantra
Buonasera dottoressa, fino a poco tempo fa mia figlia di 11 mesi si addormentava solo in braccio a me; presa dalla stanchezza e dal fatto che a volte ci metteva troppo tempo ad addormentarsi, con il mio compagno abbiamo deciso di adottare la tecnica descritta nel libro " Fate la nanna" e cioè farla piangere nel lettino andando da lei ogni tanto a parlarle senza toccarla (a volte le metto solo la mano sul pancino ). Prima di metterla giù, però, le cambio il pannolino e le leggo qualche pagina di una storiella, creando una piccola routine. Sono 11 giorni che andiamo avanti così, ma lei continua a piangere e a urlare (anche se un po' meno negli ultimi due giorni). Secondo lei, facciamo bene a lasciarla piangere? Ha qualche suggerimento in merito? La ringrazio.
Gentile signora, il rituale della nanna, soprattutto nei piccolissimi, dovrebbe ripetersi in maniera identica, sera dopo sera, e dovrebbe riuscire a trasformare il brutto momento di andare a dormire in un’avventura piacevole. Ora, non conoscendo la tecnica di cui fa menzione, non sono in grado di garantirne la bontà nel breve e nemmeno nel lungo periodo. Ma se questo approccio non le sta dando il risultato sperato, si può anche pensare di abbandonarlo. Se non si riesce a fare addormentare la bimba, si può riabituarla alla compagnia, disponendo nel lettino i giochini preferiti e rassicurandola sulla vostra presenza. La ninna nanna, la favola, il pupazzo di peluche, il bacio della buonanotte e una piccola luce di compagnia sono rituali molto utili per superare le difficoltà correlate all’addormentamento. Ogni tappa, come la sera precedente, serve per rilassarsi e per garantire la sicurezza che tutto si ripete, senza sentirsi abbandonati. Mi tenga informata sull'evolversi della situazione.
BimbiSani&belli cercherà la risposta che desideri, consultando fonti autorevoli e attendibili.
Il servizio è riservato ai maggiorenni.

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.
04/11/2024
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Sesi ha il dubbio che un atteggiamento del bambino possa essere la spia di qualcosa che non va, è necessario parlarne con il pediatra al quale spetta stabilire l'opportunità di consultare il neuropsichiatra infantile. »
04/05/2020
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli A un bambino di 11 mesi di vita, che vorrebbe assumere maggiori quantità di cibo rispetto al fabbisogno, si possono proporre piccoli pezzi di verdure bollite da afferrare e portare alla bocca senza aiuto. »
26/10/2018
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo A 11 mesi certe manifestazioni sono facilmente dovute a moti di rabbia, che possono essere espressioni di un disagio affettivo. »
13/10/2017
Pediatria
di “La Redazione”
Già prima dell'anno, si possono inserire nell'alimentazione del bambino tutte le verdure. A vantaggio del suo benessere. »
16/12/2013
Chirurgia pediatrica
di “La Redazione”
Risponde: Dottoressa Alessia Bertocchini »
11/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori La vaccinazione anti pertosse-difterite-tetano va effettuata tra la 28^ settimana di gestazione e prima della 36^ settimana, in modo da dare al corpo della della donna il tempo di produrre gli anticorpi specifici che poi passeranno attraverso la placenta per proteggere il neonato. »
09/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli La possibilità che un'infezione da herpes venga trasmessa da mamma a bambino esiste, ma alcuni accorgimenti possono limitare questa possibilità. »
09/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Arrabbiarsi e urlare può capitare anche alle donne che aspettano un bambino: fortuna vuole che il liquido amniotico attutisca i suoni provenienti dall'esterno, proteggendo il feto da quello che all'esterno produce, invece, un forte impatto acustico. »
03/02/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Marcello Orsi Nelle primissime fasi della gravidanza, vige la legge del "tutto o nulla" vige anche in radiobiologia. »
26/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Le ragioni per le quali ci si può trovare in presenza di amenorrea sono numerose: solo un controllo ginecologico permette di capire perché le mestruazioni non arrivano, una volta esclusa la gravidanza. »
26/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori Una volta appurato che le IgG, cioè gli anticorpi "memoria", sono maggiori di 2 non c'è alcun bisogno di ripetere il toxo-test ogni mese perché il risultato indica un'immunità permanente nei confronti dell'infezione. »
15/01/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza. »
20/03/2020
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori È possibile che una gravidanza che inizia in età avanzata non vada a buon fine esclusivamente per questioni anagrafiche, ma lo è anche che tutto proceda per il meglio. »
Fai la tua domanda agli specialisti