Bimbo 3 anni ha paura delle altezze

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 12/03/2014 Aggiornato il 16/02/2015

Mio figlio di tre anni, un bimbo che parla abbastanza bene e molto intelligente, frequenta il primo anno della scuola materna ..le maestre dicono che si relaziona bene con i coetanei e partecipa alle attività. Ma ha paura delle altezze, non va sullo scivolo e se lo fa è perché lo incoraggio... Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto

Una domanda di: sharonsamuel
Salve dottoressa.. le scrivo perche sono un po’ preoccupata
rispetto ad alcuni comportamenti di mio figlio di tre anni.. premetto che
è un bimbo che parla abbastanza bene e molto intelligente. Frequenta il primo anno della scuola materna ..le maestre dicono che si relaziona bene con i coetanei
e partecipa alle attività. Ma ha paura delle altezze ..non va sullo
scivolo e se lo fa è perché lo incoraggio tanto io e per scendere chiede la
mano altrimenti riscende dalle scale.. non sale sui gonfiabili a scivolo ma
rimane sotto a correre e giocare con le palline .. mi risulta un po’ strano
perche è un bimbo che corre tanto..ama giocare con palla e balla e imita tutti
i personaggi fantastici correndo e saltellando.. ma se gli chiedo di saltare
da uno scalino non lo fa scende normalmente… Perché? Sono un po’
in ansia. Spero in una sua risposta di chiarimento. Grazie mille.

Gentile signora, è fuori dubbio che il gioco si evolve in età pre-scolare con manifestazioni diverse in funzione delle fasi di sviluppo; se durante la prima infanzia è caratterizzato, fra le altre cose, dall’esplorazione tipica del mettersi in bocca i giocattoli, a tre anni diviene sempre più motorio. Potreste allora trovarlo a correre con la palla in giardino, oppure, intento ad arrampicarsi su di una scatola oppure ancora, coinvolto in giochi di finzione con personaggi fantastici … Ma c’è un’altra tipologia di attività ludica che stimola i bambini piccoli a provare determinati “stati di movimento”: i cosiddetti giochi ilinx (di vertigine). Ecco quindi che giochi all’aperto come il lancio da un’altalena, lo scivolone da un gonfiabile, la velocità di una moto-giocattolo, ma anche giochi più casalinghi come il salto di un semplice gradino del sottoscala… sono tutte azioni che riportano a una “componente adrenalinica” innata, ovvero la disposizione di ricerca del rischio o Sensation Seeking) studiata dai più (Zuckerman, 1979) quale elemento stabile dell’individuo. L’attrattività verso questi giochi “dinamici” può essere osservata già nei piccoli quando li si osserva strillare di gioia mentre li si butta in aria o li si vede urlare dalla contentezza mentre sono in sella a uno slittino sulla neve….
Ritengo quindi superfluo preoccuparsi se questa caratteristica di personalità non è riscontrabile nei comportamenti di gioco di suo figlio. Semmai, mi permetto di consigliare di continuare a supervisionare quelle attività di gioco cui il bambino partecipa volentieri insieme ai coetanei, dimostrando di saper comunicare con le sue emozioni e di saperlo guidare in modo accorto e consapevole.

BimbiSani&belli cercherà la risposta che desideri, consultando fonti autorevoli e attendibili.
Il servizio è riservato ai maggiorenni.


Chiedilo a BimbiSani&Belli
Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Gli Specialisti rispondono
Le domande della settimana

Sono davvero a rischio di diabete gestazionale?

01/12/2022 Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Quando si inizia la gravidanza in una condizione di obesità e, in più, si aumenta di peso rapidamente già a partire dal primo trimestre il rischio di sviluppare il temibile diabete gestazionale diventa alto, soprattutto se l'esame della curva da carico di glucosio evidenzia un'iperproduzione di insulina....  »

Donna Rh negativo: anche dopo un aborto si sviluppano anticorpi contro il sangue Rh positivo?

30/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Esiste un esame che permette di appurare se la donna ha sviluppato anticorpi contro il fattore Rh positivo: si chiama Test di Coombs indiretto e si esegue come un normale prelievo di sangue.  »

Pap test in gravidanza: conviene farlo?

28/11/2022 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Posto che è il ginecologo curante a dover decidere l'intervallo di tempo tra un pap test e l'altro, in base al risultato ottenuto l'ultima volta che è stato effettuato, in generale non occorre farlo in gravidanza, se sono passati meno di tre anni dall'ultimo.   »

Fai la tua domanda agli specialisti