Comportamento di gioco

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 17/06/2013 Aggiornato il 17/06/2013

Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto

Una domanda di: verde
Buongiorno dottoressa, sono la mamma di Paola, 6 anni, e cerco chiarimenti per alcuni suoi comportamenti. Mia figlia, ma noto anche gli altri bimbi, non gioca, non la vedo propensa alla costruzione dell'organizzazione di un gioco, all'interpretazione dei ruoli… Anche quando è con altri bimbi della sua età o più grandi la vedo ciondolare senza creare situazioni di gioco. A casa quello che fa da sola o in compagnia è tirare fuori i giochi, guardarli e disporli per terra. L'altro giorno in cortile con almeno una decina di bambini dai tre ai dodici anni passeggiavano noiosamente, avevano a disposizione delle palle da gioco ma se le portavano sotto il braccio senza usarle per giocare. È una fase evolutiva quella della noia, dello "scocciarsi" per tutto? C'è qualcosa che possa fare per
stimolarla o forse questi bambini oggi sono troppo stimolati da genitori che li vorrebbero sempre impegnati in qualcosa? Mi può suggerire qualche lettura sull'argomento? Grazie

Gentile Signora,
all’età di 6 anni l'attività del gioco dovrebbe essersi differenziata verso la cooperazione con capacità del bambino di negoziare con i coetanei e consapevolezza delle regole. Anche la creazione di legami di amicizia dovrebbe contribuire allo sviluppo della comprensione sociale e allo stesso tempo riflettere lo stadio di sviluppo del gioco. Il comportamento di Paola nel gioco con la palla potrebbe sottendere tutto ciò? È presente una certa capacità di dialogare sulle regole e di arrivare a forme di compromesso seppur rudimentali? Le pongo queste domande perché prima di avanzare ipotesi di una disarmonia dello sviluppo nell'area del gioco, vale la pena di chiedersi cosa è utile osservare o meno nel comportamento del proprio bambino. In tal senso, il genitore/caregiver svolge un ruolo importante nel favorire una corretta traettoria e nel garantire la creazioni di opportunità. Mi permetto con ciò di avanzare alcune proposte che sono utili nel favorire lo sviluppo del comportamento sociale e di gioco nei bambini di seconda infanzia. Per esempio, fornire materiale ludico adatto alla sua età, favorire lo sviluppo delle relazioni soprattutto con i coetanei (fare a turno, condividere, fare richieste, passare i giocattoli). Non ultimo, creare possibilità di gioco sociale: canzoni “mimate” (accompagnate da movimenti che rappresentano il contenuto della canzone), attività di gioco condivise e letture di libri insieme. Per approfondire l’argomento le suggerirei di leggere il libro “L’amicizia tra bambini: la nascita dell’intimità” di Dunn J. , traduzione italiana Raffaello Cortina, Milano 2006. In alternativa, potrebbe scegliere il libro “Il gioco spontaneo del bambino dalla nascita ai sei anni” di Sheridan M., sempre della stessa casa editrice. Spero di esserLe stata d’aiuto. Mi tenga aggiornata sull’evoluzione della situazione. Con i migliori saluti

BimbiSani&belli cercherà la risposta che desideri, consultando fonti autorevoli e attendibili.
Il servizio è riservato ai maggiorenni.


Chiedilo a BimbiSani&Belli

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti