Quando iniziare il nido?

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/09/2013 Aggiornato il 26/06/2026

Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto

Una domanda di: Cinzia_Irene
Salve. Ho un quesito: c'è un'età in cui per i bimbi è meno traumatico l'inserimento all'asilo? Ho una bimba di 6 mesi e, dovendo riprendere a lavorare, avevo pensato di portarla al nido (ce n'è uno vicinissimo al mio ufficio). Da una parte vorrei temporeggiare, almeno finché compie un anno o magari cammina… Mi sembra così piccola adesso. Dall'altra parte però penso che, più grande, possa capire di più e soffrire maggiormente il distacco, sentendosi abbandonata.
Le dico anche che la bimba finora ha dimostrato un carattere solare e socievole, sta con tutti e (cosa che un po' mi fa restare male a essere onesti) non manifesta nessun particolare attaccamento alla mamma: non mi cerca mai, non piange se qualcuno me la toglie dalle braccia, sorride a tutti. Pensi che non mi vuole neanche per addormentarsi la notte: sta da sola nel letto, si rigira di qua e di là finché non prende sonno. Non si addormenta mai in braccio, anzi si divincola e scalcia…

Dottoressa Alessandra Varotto
Dottoressa Alessandra Varotto

Gentile signora, effettivamente l'età ideale per inserire la piccola nella comunità del nido è dopo l'anno e mezzo, periodo in cui normalmente tutti i bambini sanno camminare autonomamente e sono in grado di vivere l'esperienza psicologica del distacco senza particolari traumi. Tuttavia, la struttura del nido accoglie anche bimbi più piccoli (dai 3 mesi in su) per venire incontro alle esigenze dei genitori che lavorano e che non hanno altre alternative. Se questo è il suo caso, è indispensabile che la scelta dell'asilo sia particolarmente oculata, in modo da verificare se l'asilo offre garanzie adeguate di cura, igiene, alimentazione e disponga di personale qualificato per lo svolgimento delle varie mansioni. In particolare, nei primi mesi di vita, l'ingresso al nido dovrà avvenire in modo molto più graduale rispetto gli altri casi: la mamma dovrà chiedere un permesso al lavoro per poter seguire, per qualche ora ogni giorno, l'ingresso al nido. L'inserimento si completa una volta che il piccolo ha imparato a conoscere bene l'ambiente, i giochi e gli altri bambini. Il momento adatto sarà necessariamente negoziato con l'educatore di riferimento e con la supervisione del coordinatore psicopedagogico, dove presente. Cordiali saluti

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Inizio scuola materna, inizio dell’incubo infezioni respiratorie: c’è un modo per evitarle?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Tosse, raffreddore, muco dal naso e febbre sono perennemente dietro l'angolo quando il bambino comincia (o ricomincia) a frequentare il nido o la scuola materna: è un pedaggio obbligato (e utile) che è praticamente impossibile non pagare almeno un po'.   »

Bimba di due anni che all’improvviso non vuole più andare al nido: cosa è accaduto?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Luisa Vaselli

Le ragioni per le quali un bambino (una bambina) a un certo punto può cominciare ad andare al nido malvolentieri sono numerose e tra queste ci sono gli eventuali cambiamenti avvenuti nella sua vita.  »

Ingresso al nido: cosa fare se si allatta al seno?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Durante la permanenza al nido il bambino si adatta all'assenza della mamma e si adegua all'alimentazione che gli viene proposta, quindi tende a non cercare il seno che, naturalmente, può essere offerto al rientro a casa.   »

All’asilo c’è un bimbo aggressivo: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Luisa Vaselli

Una volta che si è sicuri che le maestre vigilano attentamente sull'incolumità dei piccoli, per proteggerli da un coetaneo disturbatore, è consigliabile lasciare che il proprio bambino trovi il modo per affrontare da solo la situazione difficile.   »

Smettere di allattare una bimba di 15 mesi: prima o dopo l’inserimento al nido?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Se si è presa la decisione di smettere di allattare probabilmente è meglio farlo non durante l'inserimento al nido, ma prima.   »

Le domande della settimana

Assorbenti interni: può usarli una ragazzina di 11 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non ci sono controindicazioni mediche all'uso degli assorbenti interni fin dalla prima adolescenza. Va tenuto presente, però, che per applicarli correttamente la ragazzina deve imparare a conoscere bene la propria anatomia.   »

Acido folico: in che quantità va assunto in vista della gravidanza se si è portatrici sane di talassemia?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Le donne portatrici sane di talassemia in vista di una gravidanza dovrebbero assumere una quantità di acido folico maggiore rispetto a quella consigliata a tutte le altre.   »

Herpes labiale: paura del contagio per una piccolissima

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

L’herpes labiale si trasmette attraverso l'esposizione diretta alle lesioni di una persona infetta. Un contatto fugace difficilmente espone al rischio di contagio.   »

Si può rimanere incinta a 48 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Francesco Maria Fusi

Avviare una gravidanza a 48 anni non è impossibile, ma altamente improbabile.   »

Fai la tua domanda agli specialisti