inserimento nido

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 03/09/2013 Aggiornato il 03/04/2025

Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto

Una domanda di: Cinzia_Irene
Salve. Ho un quesito: c'è un'età in cui per i bimbi è meno traumatico l'inserimento all'asilo? Ho una bimba di 6 mesi e, dovendo riprendere a lavorare, avevo pensato di portarla al nido (ce n'è uno vicinissimo al mio ufficio). Da una parte vorrei temporeggiare, almeno finché compie un anno o magari cammina… Mi sembra così piccola adesso. Dall'altra parte però penso che, più grande, possa capire di più e soffrire maggiormente il distacco, sentendosi abbandonata.
Le dico anche che la bimba finora ha dimostrato un carattere solare e socievole, sta con tutti e (cosa che un po' mi fa restare male a essere onesti) non manifesta nessun particolare attaccamento alla mamma: non mi cerca mai, non piange se qualcuno me la toglie dalle braccia, sorride a tutti. Pensi che non mi vuole neanche per addormentarsi la notte: sta da sola nel letto, si rigira di qua e di là finché non prende sonno. Non si addormenta mai in braccio, anzi si divincola e scalcia…

Gentile signora, effettivamente l'età ideale per inserire la piccola nella comunità del nido è dopo l'anno e mezzo, periodo in cui normalmente tutti i bambini sanno camminare autonomamente e sono in grado di vivere l'esperienza psicologica del distacco senza particolari traumi. Tuttavia, la struttura del nido accoglie anche bimbi più piccoli (dai 3 mesi in su) per venire incontro alle esigenze dei genitori che lavorano e che non hanno altre alternative. Se questo è il suo caso, è indispensabile che la scelta dell'asilo sia particolarmente oculata, in modo da verificare se l'asilo offre garanzie adeguate di cura, igiene, alimentazione e disponga di personale qualificato per lo svolgimento delle varie mansioni. In particolare, nei primi mesi di vita, l'ingresso al nido dovrà avvenire in modo molto più graduale rispetto gli altri casi: la mamma dovrà chiedere un permesso al lavoro per poter seguire, per qualche ora ogni giorno, l'ingresso al nido. L'inserimento si completa una volta che il piccolo ha imparato a conoscere bene l'ambiente, i giochi e gli altri bambini. Il momento adatto sarà necessariamente negoziato con l'educatore di riferimento e con la supervisione del coordinatore psicopedagogico, dove presente. Cordiali saluti

BimbiSani&belli cercherà la risposta che desideri, consultando fonti autorevoli e attendibili.
Il servizio è riservato ai maggiorenni.


Chiedilo a BimbiSani&Belli

Le informazioni contenute in questo sito non intendono e non devono in alcun modo sostituire il rapporto diretto fra professionisti della salute e l’utente. È pertanto opportuno consultare sempre il proprio medico curante e/o specialisti.

Sullo stesso argomento

Bimbo due anni: asilo nido o sezione primavera in scuola materna?

07/02/2014 Psiche e comportamenti di “La Redazione”

Ho un bimbo che a settembre avrà più di due anni. Per ora è stato a casa con me ma dall'anno prossimo vorrei mandarlo a un asilo... Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto  »

Continuità di frequenza al nido?

11/03/2013 Psicologia di “La Redazione”

Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto  »

Bimbo di sei mesi che reclama ancora il seno di notte: che fare?

15/09/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

A volte, per risolvere il problema dei risvegli notturni per la poppata è sufficiente introdurre la seconda pappa a cena. A sei mesi, infatti, il bambino potrebbe reclamare il seno di notte solo perché ha fame.   »

Bimbo di sei mesi con la testa un po’ più piccola della media

25/08/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Se a una circonferenza cranica inferiore alla media non si associa alcun segnale preoccupante e, in più, la testina cresce a un ritmo regolare, si può pensare che si tratti non già di un'anomalia, ma di una caratteristica ereditaria.   »

Bimbo di sei mesi che sfugge lo sguardo: può essere autismo?

07/04/2025 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Quando si ha il sospetto che certi atteggiamenti del proprio bambino esprimano la presenza di un disturbo dello spettro autistico è bene innanzi tutto confrontarsi con il pediatra curante e poi, anche in base al suo parere, rivolgersi a un neuropsichiatra infantile.   »

Le domande della settimana

Misura dell’embrione in sesta settimana: va bene?

20/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

Il ginecologo ha l'obbligo di comunicare alla donna che aspetta un bambino l'eventuale presenza di un'anomalia: se dice che va tutto bene significa che è così.   »

Congedo parentale: è già in vigore l’estensione ai 14 anni dei figli?

19/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Paola Bernardi Locatelli

I permessi per malattia del figlio hanno subito importanti novità dal 1° gennaio 2026. Attualmente si è ancora in attesa delle istruzioni dell'INPS.   »

Ragazzina con tosse secca e stizzosa che non passa

15/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Se le terapie effettuate contro la tosse non portano risultati e se gli accertamenti effettuati per capire le cause della tosse non hanno fatto emergere nulla, occorre pensare che il sintomo abbia un'origine psicosomatica, eventualità non certo rara in adolescenza.   »

Gravidanza inaspettata e assunzione di molti alcolici

12/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floriana Carbone

Nella maggior parte dei casi, i comportamenti rischiosi assunti prima di sapere che la gravidanza è iniziata o determinano un aborto spontaneo oppure non causano alcun danno all'embrione. Si tratta della cosiddetta "legge del tutto o del nulla".   »

Allattamento: che fare se il bambino rifiuta uno dei due seni?

07/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Giovanna Sottini, puericultrice e maternal personal trainer

La preferenza per una delle due mammelle può dipendere dal fatto che il bambino si trova meglio in una posizione piuttosto che nell'altra. Esiste, comunque, un modo per "ingannarlo" affinché inizi a succhiare da entrambi i seni.   »

Mamma e papà con influenza forte: è giusto affidare il neonato alla nonna?

05/01/2026 Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

La scelta di allontanare un figlio appena nato quando si è colpiti da una malattia altamente contagiosa è saggia e si può escludere che induca il bambino a non volere più la mamma una volta guarita.   »

Fai la tua domanda agli specialisti