Convivenza difficile a 22 anni con una neonata

Redazione A cura di “La Redazione” Pubblicato il 08/08/2013 Aggiornato il 30/06/2026

Risponde: Dottoressa Alessandra Varotto

Una domanda di: mamyfelicemente stanca
Buongiorno carissima dottoressa… la scrivo perché l'altro giorno mi ha
fatto troppa simpatia.. nella sua risposta.. è anche nella foto a pelle mi
sta molto simpatica… Le scrivo perchè sono 4 anni che convivo col
mio compagno e io gli sono molto affezionata anche perché è stato il mio
primo amore. Lui, però, ha un carettere troppo brutto è difficile.. del
tipo non vuole persone in casa di nessun genere.. non ama uscire.. si arabbia
facilmente ogni 5 min anche per una banalità prendendosela con me e
offendendomi di brutto… anche in pubblico lo fa senza scrupoli.
Insomma sono arrivata a un punto che non riesco più a sopportare,
ma non ho il coraggio di lasciarlo perché gli voglio bene troppoooo.. poi
abbiamo una bimba di 4 mesi che è la mia vita e, secondo me non è giusto separarla da suo
padre … loro non hanno colpa.. Lui lavora e
non è assolutamente manesco, ma
non mi fa vivere e io ho 22 anni e forse non è giusto che io viva ancora
così… Lei che mi consiglia? Ecco perché i miei mix di riso e di pianto …
non posso parlarne con nessuno e non voglio coinvolgere nessuno, perciò scrivo qui
perché ho veramente bisogno di parlare.. anche perché io amicizie non ne
posso avere: per lui dovremmo essere io e lui estraniati dal mondo… ma io così non
ce la faccio!! Ho provato a farlo cambiare, ma alla fine ho capito
che una persona la si accetta per quella che è, sennò niente… perché non si deve
cambiare una persona.. adesso sono a un bivio anche perché io ci tengo troppo a lui
e sarebbe un colpo bruttissimo per me: però che posso fare? Spero in una
sua risposta… ho tanto bisogno di affetto e di sicurezze…in certi momenti
se ne ha proprio bisogno. Buona giornata

Dottoressa Alessandra Varotto
Dottoressa Alessandra Varotto

Gentile Antonella,
la ringrazio dell’apprezzamento che mi dimostra in qualità di psicologo/operatore del mensile di Bimbisani&belli. La sua richiesta merita di essere accolta con la dovuta attenzione in uno spazio adeguato alla costruzione di una relazione di fiducia. Mi rendo conto, quanto Le sia difficile compiere i “primi passi” in un momento ricco di tensioni, tanto sul piano della genitorialità, quanto su quello della vita di coppia. Ancora di più, perché è chiaramente percepibile lo stato di solitudine che sta vivendo per la mancanza di amicizie e di rassicurazione da parte di una persona familiare.
Ora, come suggerivo in precedenza, la cosa più opportuna da farsi è di prendere un primo contatto con il suo medico di famiglia, il quale possiede ovviamente una buona conoscenza della rete dei servizi socio-sanitari presenti sul suo terrirorio. In tal senso, mi permetto di segnalarle un ulteriore servizio e/o appoggio che potrebbe fare al caso suo. Si tratta del“ Punto d’Ascolto per il sostegno alla genitorialità”, struttura pubblica, che offre (gratuitamente) sostegno e accompagnamento lungo questo percorso delicato (gravidanza- 0-6 anni) e un orientamento ai servizi specialistici in caso di situazioni complesse.
Con i migliori saluti, dottoressa Varotto

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