A quattro mesi è possibile che il bambino tenda a tenere i pugnetti stretti, però deve anche sorridere, mostrarsi reattivo, aprire la manina per afferrare e poi stringere il dito della mamma.
Una domanda di: Sandra Salve ho una neonata di quasi 4 mesi che quasi fin dalla nascita ha sempre i
pugnetti chiusi e stringe sempre anche la bavetta. Perché fa questo, che
significa?
Leo Venturelli
Cara mamma, una certa propensione a schemi di ipertonia e di tensione motoria, come può essere tenere i pugnetti stretti, possono essere ancora presenti a 4 mesi, tuttavia è importante che la piccola sorrida, segua con lo sguardo quando le parla davanti e stringa i pugnetti soprattutto se si appoggia sul suo palmo un oggetto, tipo manico di un giocattolino, oppure stringa il dito della mano della mamma, partendo dalla manina aperta. Se invece ha sempre i pugni chiusi e non riesce ad afferrare nulla, così come se ha la bocca contratta, è opportuno che la faccia valutare subito del suo pediatra. Mi faccia sapere, se vuole. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se intorno ai quattro mesi di vita il bambino non tenta di afferrare nulla e tiene i pugni sempre chiusi può essere opportuno consultare il pediatra. »
E' normale che di tanto in tanto il bambino si irrigidisca, tuttavia l'atteggiamento per non destare preoccupazione deve lasciare rapidamente il posto alla normale flessione di gambe e braccia. »
Da un bambino di quattro mesi non ci si devono attendere chissà quali prestazioni e interazioni: a volte la paura che un lattante abbia qualcosa che non va svanisce se solo si ridimensionano le aspettative che si nutrono verso quello che può fare. »
In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »