Quando viene ricalcolata la data del parto?

Dottor Gaetano Perrini A cura di Dottor Gaetano Perrini Pubblicato il 28/02/2022 Aggiornato il 22/03/2022

La data del parto può essere ricalcolata un'unica volta, quando grazie all'ecografia si stabilisce se la gravidanza è più avanti o più indietro rispetto al calendario ostetrico tradizionale, che conteggia le 40 settimane a partire dalla data di inizio dell'ultima mestruazione.

Una domanda di: Paola
Perché e in quali casi viene ricalcolata la data presunta del parto (DPP)? E con quali esami? Translucenza nucale ed ecografia morfologica? Grazie.
Dottor Gaetano Perrini
Dottor Gaetano Perrini

In linea teorica, l’ovulazione avviene intorno al 14º giorno di un ciclo (intervallo tra l’inizio di una mestruazione e l’inizio di quella successiva) che mediamente è di 28 giorni. In ambito ostetrico, le 40 settimane di gravidanza si conteggiano a partire dalla data di inizio dell’ultima mestruazione: la data presunta del parto viene, di conseguenza, identificata al termine della 40ma settimana. Ovviamente, l’ovulazione (e quindi il concepimento) può avvenire qualche giorno prima o qualche giorno dopo il giorno ipotizzato. L’ecografia permette di capire se la gravidanza è più indietro o più avanti rispetto a quento calcolato teoricamente: quando questo scarto supera i sette giorni la gravidanza viene ridatata, così è possibile che l’ecografia permetta di stabiulire che una gravidanza alla 10ma settimana secondo il calcolo ostetrico sia invece per esempio all’11ma settimana oppure alla nona. Difficilmente lo scarto è superiore di una settimana, anche se in linea teorica potrebbe accadere. La datazione e l’eventuale ridatazione vengono effettuate grazie all’ecografia. La datazione viene fatta una sola volta e non può essere modificata successivamente, perché è questo l’unico modo per poter valutare eventuali anomalie (per difetto o per eccesso) nella crescita del feto. Con cordialità.

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