Quando viene ricalcolata la data del parto?
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 28/02/2022
Aggiornato il 27/03/2026 La data del parto può essere ricalcolata un'unica volta, quando grazie all'ecografia si stabilisce se la gravidanza è più avanti o più indietro rispetto al calendario ostetrico tradizionale, che conteggia le 40 settimane a partire dalla data di inizio dell'ultima mestruazione.
Una domanda di: Paola
Perché e in quali casi viene ricalcolata la data presunta del parto (DPP)? E con quali esami? Translucenza nucale ed ecografia morfologica? Grazie.

Dottor Gaetano Perrini
In linea teorica, l’ovulazione avviene intorno al 14º giorno di un ciclo (intervallo tra l’inizio di una mestruazione e l’inizio di quella successiva) che mediamente è di 28 giorni. In ambito ostetrico, le 40 settimane di gravidanza si conteggiano a partire dalla data di inizio dell’ultima mestruazione: la data presunta del parto viene, di conseguenza, identificata al termine della 40ma settimana. Ovviamente, l’ovulazione (e quindi il concepimento) può avvenire qualche giorno prima o qualche giorno dopo il giorno ipotizzato. L’ecografia permette di capire se la gravidanza è più indietro o più avanti rispetto a quanto calcolato teoricamente: quando questo scarto supera i sette giorni la gravidanza viene ridatata, così è possibile che l’ecografia permetta di stabilire che una gravidanza alla 10ma settimana secondo il calcolo ostetrico sia invece per esempio all’11ma settimana oppure alla nona. Difficilmente lo scarto è superiore di una settimana, anche se in linea teorica potrebbe accadere. La datazione e l’eventuale ridatazione vengono effettuate grazie all’ecografia. La datazione viene fatta una sola volta e non può essere modificata successivamente, perché è questo l’unico modo per poter valutare eventuali anomalie (per difetto o per eccesso) nella crescita del feto. Con cordialità.
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