A cura di “La Redazione”Pubblicato il 27/02/2018Aggiornato il 11/06/2026
Tra cesarei comportano rischi sia per la quarta gravidanza sia per lo stesso quarto taglio cesareo.
Una domanda di: Veronica Sono in attesa del mio quarto figlio. Gli altri tre li ho avuti tutti con taglio cesareo. Vorrei sapere se sono a rischio visto che il mio ultimo parto, avvenuto 3 anni e mezzo fa, ha determinato problemi all’utero con aderenze.
Dottor Gaetano Perrini
Gentile signora, tre pregressi interventi chirurgici come il cesareo rappresentano sicuramente una condizione di rischio nel corso della gravidanza e durante l’esecuzione del successivo cesareo stesso. Le cicatrici precedenti possono rendere l’utero meno resistente aprendo la strada alla possibilità che si rompa durante la gravidanza. Inoltre, la presenza di aderenze potrebbe mettere in difficoltà il chirurgo operatore al punto da obbligarlo, nel caso peggiore, a procedere con l’asportazione dell’utero.
Un’altra possibile complicanza potrebbe essere la difficoltà nell’estrazione della placenta, che rappresenta l’altra complicazione che potrebbe imporre di asportare l’utero. Quanto le prospetto vale ovviamente in generale, nelle situazioni come la sua. Ovvio che dovrà parlare di tutto questo con il suo ginecologo curante affinché sia lui, che meglio di me conosce la sua condizione, potrà prospettarle le evenienze a cui potrebbe andare incontro. Le faccio tantissimi auguri. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
A ogni nuovo concepimento, le probabilità di avere un maschio oppure una bambina sono uguali a quelle delle gravidanza precedenti, quindi è possibile che dopo tre maschi (o tre femmine) anche il quarto bambino sia dello stesso sesso dei fratellini. »
Quando manca poco al termine della gravidanza, non c'è alcun bisogno di stare a riposo per procrastinare il momento del parto: se la natura stabilisce che il bambino deve nascere, nascerà e niente potrà impedirlo. »
Dopo due gravidanze in cui l'impianto è avvenuto sulla cicatrice di un precedente cesareo, prima di affrontare un'altra gestazione è opportuno effettuare alcune indagini. »
In linea teorica è anche possibile partorire naturalmente dopo due cesarei, anche se non si tratta di una pratica comune: spetta, comunque, al ginecologo curante valutare se esistono le condizioni per farlo. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »