Quarto cesareo: ci sono pericoli?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 17/01/2022 Aggiornato il 17/01/2022

Senza dubbio un quarto cesareo può comportare conseguenze severe, per il controllo delle quali è più che opportuno affidarsi a un ambulatorio ospedaliero per le gravidanze a rischio.

Una domanda di: Riccarda
Salve dottoressa, sono una donna di 42 anni alla 4 settimana di gravidanza. Ho 3

cesarei alle spalle con ultimo cesareo di urgenza alla 32 settimana di

gestazione per preeclampsia. Vorrei sapere se è possibile portare avanti questa

gravidanza: ho molta paura per il fatto del cesareo. Sarà possibile secondo

lei avere un altro parto cesareo ?

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, la sua domanda mi fa pensare che i miei colleghi l’abbiano messa in guardia dal rimanere incinta una quarta volta, prospettandole i rischi di un quarto taglio cesareo…proviamo a soppesarli insieme.
Certamente, dal punto di vista materno, ci sono dei rischi nel sottoporre l’utero per più volte ad un taglio cesareo in quanto l’incisione e la conseguente cicatrice sono localizzate bene o male sempre sulla stessa striscia di tessuto uterino e questo rende nel tempo possibili soprattutto tre tipi di complicanze.
1) Inserzione bassa della placenta, in corrispondenza proprio della breccia uterina, con rischio di placenta accreta ossia che si intrufola troppo in profondità nel muscolo uterino.
2) Diastasi della sutura, ossia assottigliamento del tessuto uterino in corrispondenza della cicatrice nel corso della gravidanza o in caso di iniziale attività contrattile uterina.
3) Aderenze tra l’utero e gli altri organi pelvici (soprattutto vescica, intestino e ureteri).
Rispetto al primo rischio, è possibile monitorarlo attraverso controlli ecografici che vadano a studiare la localizzazione della placenta (il problema non si pone se la placenta è a localizzazione fundica o posteriore); quanto al secondo, direi che il modo migliore per evitare la diastasi della cicatrice uterina è quello di cercare di mantenere l’utero a riposo (anche se dubito fortemente che una mamma con tre figli possa mettersi a riposo a meno che non venga ricoverata in ospedale) per esempio limitando fortemente gli sforzi fisici (ogni aiuto da chiunque venga è bene accetto!), i rapporti sessuali e a giudizio del Curante ginecologo utilizzando una integrazione di magnesio (per bocca) oppure di Progesterone (sotto forma di ovuli vaginali) per ottenere che l’utero non si contragga prematuramente.
Rispetto alle aderenze, direi che non sono così prevedibili ossia dipende da come rispondono i tessuti nel processo di cicatrizzazione.
Direi che l’avere avuto febbre in puerperio dopo uno dei precedenti tagli cesarei potrebbe essere un fattore di rischio di aderenze pelviche.
Sul versante neonatale, il rischio in caso di cesareo elettivo è costituito principalmente dalle possibili complicanze respiratorie.
Non andando incontro alle contrazioni uterine del travaglio di parto, i polmoni del nascituro possono essere più impregnati di liquido amniotico rispetto a quelli di chi nasce con parto naturale. Può essere quindi necessario aspirare queste secrezioni per facilitare i primi atti respiratori del neonato.
In molti ospedali, il neonato viene separato dalla mamma dopo il taglio cesareo e messo in culla termica per facilitare l’adattamento alla vita extra-uterina e prevenire l’ipotermia (ossia l’abbassamento della temperatura corporea).
In altri centri, si sta cominciando a praticare lo skin-to-skin (ossia il contatto pelle-pelle tra mamma e neonato nelle prime due ore dopo il parto) non solo dopo il parto naturale ma anche in seguito a taglio cesareo in quanto questa pratica ottimizza sia il controllo della temperatura, sia l’avvio dell’allattamento al seno. Ritengo importante la scelta del punto nascita: occorre a mio avviso un centro dotato di terapia intensiva neonatale, così da poter avere le cure migliori in caso (Dio non voglia!) insorgessero delle complicanze prima, durante o dopo l’intervento.
Prima di allora, vale la pena iniziare ad assumere acido folico (almeno 1 compressa al giorno da 400 microgrammi, lontana da the e latticini, a giudizio del ginecologo curante) e di essere seguita presso un ambulatorio ospedaliero di gravidanza a rischio (data la sua storia di preeclampsia nella precedente gravidanza: è possibile che sia utile per lei assumere cardioaspirina 1 compressa al giorno fin dal primo trimestre, proprio per evitare di ripetere l’esperienza del cesareo d’urgenza).
Spero di averla aiutata, resto a disposizione se desidera e nel frattempo le faccio le mie congratulazioni per la famiglia numerosa!
Cordialmente.

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