Quarto cesareo: quali rischi?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 09/09/2019 Aggiornato il 15/05/2026

Affrontare un cesareo, dopo averne effettuati altre tre, espone la donna a numerose eventualità spiacevoli che è bene considerare prima di decidere per una nuova gravidanza.

Una domanda di: Cristina
Ho 4 figli ,di cui tre avuti con il cesareo. Si può fare il 4 cesareo? L’ultimo è stato nel 2017: c’è rischio? E se sì quale? Infine, quando si può roprovare a dare inizio a una nuova gravidanza?

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve cara signora, complimenti per questo desiderio di avere una famiglia numerosa…di sicuro i figli sono la vera ricchezza della vita.
Solitamente si consiglia di lasciare trascorrere un intervallo di almeno 15 mesi tra un cesareo e il successivo, anche per poter avere la possibilità di essere ammesse al Travaglio di prova.
Nel suo caso sono già trascorsi 2 anni, quindi un tempo sufficientemente lungo.
Dopo un solo cesareo è ancora possibile – oltre che raccomandabile per i minori rischi materno-neonatali- provare a partorire per via naturale, per i parti successivi ad un secondo cesareo, l’unica opzione sicura resta quella di sottoporsi nuovamente a taglio cesareo, come nel suo caso.
I rischi materni e fetali in caso di parto cesareo sono sostanzialmente questi: per la madre sono possibili complicanze operatorie quali l’emorragia (a volte secondaria alla presenza di aderenze tra l’utero e gli organi pelvici adiacenti ossia la vescica, l’intestino, gli ureteri…), lesione accidentale degli organi pelvici durante il tentativo di liberare l’utero dalle aderenze stesse, complicanze legate all’anestesia (rara ma spiacevole è la puntura della dura madre in corso di anestesia spinale, con conseguente cefalea da stazione eretta), rischio di infezione endouterina/pelvica (minimizzato dalla profilassi antibiotica intraoperatoria), ritardata montata lattea e maggiori tempi di degenza in ospedale oltre che di ripresa fisica dopo il parto.
Per il neonato, il rischio principale del cesareo elettivo è legato alla respirazione.
I nati da cesareo, infatti, faticano di più ad adattarsi alla vita extrauterina perché non sono sottoposti al benefico effetto delle contrazioni uterine, con persistenza di maggiori quantità di liquido amniotico nei polmoni rispetto ai nati dopo parto naturale (o anche dopo travaglio che si conclude con cesareo urgente).
Inoltre, i nati da cesareo non hanno la colonizzazione microbica da parte dei lattobacilli vaginali materni e questo li rende più suscettibili alle infezioni nosocomiali. Sempre di più si cerca di dare anche ai nati da cesareo l’opportunità di effettuare il cosiddetto skin to skin ossia contatto pelle-pelle dopo il parto, per cercare di rendere la nascita un passaggio meno traumatico.
Altre possibili complicanze sul bimbo nato da cesareo sono legate alla fase dell’incisione (raramente si può punzecchiare il bambino accidentalmente) e dell’estrazione (a volte anche estrarre un bambino non è facile e si rischia persino di fargli male).
Infine, ci sono due complicanze da cesareo iterativo che vanno considerate nelle gravidanze successive.
La prima è la possibilità che l’impianto della camera gestazionale avvenga proprio a ridosso della cicatrice uterina con conseguente rischio di avere una placenta previa marginale (ossia molto bassa) o in rari casi accreta (ossia troppo adesa alla parete uterina).
La seconda è invece l’eventualità che la breccia uterina si assottigli nel corso della gravidanza, fino ad arrivare alla separazione dei due lembi o rottura uterina. Perché questo accada, occorre che l’utero si contragga e se una mamma ha già tanti figli, le occasioni che questo si verifichi aumentano in quanto non è così semplice stare a riposo nove mesi.
È possibile che, per precauzione, il suo ginecologo curante le prescriva durante la prossima gravidanza il progesterone per via vaginale, così da mantenere l’utero a riposo e la breccia uterina integra.
Spero di non averla spaventata con tutti questi rischi…Non a caso si dice:”beata ignoranza!” Ma è proprio sapendo i rischi che si possono prendere i provvedimenti giusti per prevenire le complicanze che le ho illustrato. A disposizione se desidera, cordialmente.

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