Quinta malattia: sono incinta e forse sono stata contagiata: che fare?

Dottor Fabrizio Pregliasco A cura di Fabrizio Pregliasco - Dottore specialista in Infettivologia Pubblicato il 20/06/2022 Aggiornato il 15/05/2026

Nel caso in cui vi sia il dubbio di essere state contagiate dal parvovirus B19, è opportuno effettuare il test per la ricerca degli anticorpi specifici. Questa analisi del sangue permette di capire se si è state colpite o no dall'infezione.

Una domanda di: Serena
A mia figlia è stata diagnosticata una probabile quinta malattia. In realtà dopo un solo episodio di febbre e la comparsa delle guancine rosse, non ha fatto seguito la comparsa di nessun altro esantema e la bambina appare completamente ristabilita. Io mi trovo alla 11ma settimana di gravidanza (10 + 3 giorni) e precauzionalmente il ginecologo mi ha fatto fare la ricerca degli anticorpi contro il parvovirus. L’esito però arriverà a giorni e io incautamente ho cercato in internet con la conseguenza di essermi terrorizzata nell’ipotesi in cui fossi stata contagiata. Le chiedo se effettivamente il grado di infettività è così alto e la probabilità di avere complicazioni gravi così elevata. La ringrazio molto.

Fabrizio Pregliasco
Fabrizio Pregliasco

Gentile signora, prima di tutto è necessario diagnosticare attraverso il laboratorio l’effettiva causa della manifestazione clinica, spesso confondibile con altre patologie. Siamo davvero così sicuri che sua figlia sia stata colpita dalla quinta malattia? In genere, infatti, questo disturbo non determina solo la comparsa su entrambe le guance di una chiazza rossastra, calda al tatto, di forma simile a una farfalla, ma anche lo sviluppo di un esantema sugli arti (non sulla schiena né sul torace) caratterizzato da piccole chiazze rosa al centro, rosse ai bordi, disposte a ghirlanda. Comunque sia il virus responsabile, il parvovirus B19, in genere colpisce i bambini entro i cinque anni di età e molto raramente gli adulti che spesso hanno già sviluppato immunità. La malattia di per sé è banale e non dà conseguenze nei bambini, però è vero che nell’eventualità in cui venga contratta in gravidanza può esporre il feto a qualche rischio, sia pure non così automaticamente. Direi comunque di non fasciarci la testa ma di aspettare appunto l’esito dell’esame del sangue per la ricerca degli anticorpi specifici. Per quanto riguarda i risultati la presenza delle sole IgM (anticorpi che l’organismo produce immediatamente dopo il contatto con il virus) indica un’infezione molto recente. La presenza delle sole IgG (anticorpi che si formano in un secondo tempo e rimangono nell’organismo) esprime che l’infezione è stat contratta in passato e si è immuni, cioè non la si può più contrarre. Se non vengono individuate né le IgM né le IgG vuol dire che non c’è mai stata esposizione al virus, quindi che il contagio non è avvenuto ma non si è nemmeno immuni. Se vengono individuate contamporaneamente le IgM e le IgG significa che l’infezione è in atto o è stata contratta di recente. Preciso che Ig sta per “immunoglobuline” che è sinonimo di anticorpi. Tenga presente che il periodo di incubazione della quinta malattia va da 4 a 14 giorni mediamente, ma può arrivare a 21 giorni. Questo significa che a 21 giorni dall’ipotetico giorno del contagio può essere opportuno ripetere la ricerca degli anticorpi. Ne deve però discutere con il suo ginecologo, in quanto io posso solo esprimermi a livello generale e non sul singolo caso per il quale mi rimetto senz’altro al curante. Per finire, va detto che in caso di contagio dovrebbe manifestare dei sintomi: non necessariamente l’esantema, che negli adulti può non comparire (o essere così lieve da passare inosservato) ma dolore anche intenso alle articolazione. Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Cari saluti.

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