Radiografie (e anestesie) ai denti in gravidanza

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Dottoressa Elisa Valmori Pubblicato il 17/08/2018 Aggiornato il 17/08/2018

Durante i nove mesi si possono effettuare senza esporre il bambino a rischi sia le "panoramiche" ai denti sia le anestesie locali per affrontare eventuali otturazioni o devitalizzazioni.

Una domanda di: Simona
Si possono effettuare radiografie ai denti in gravidanza? E le anestesie?
Inoltre, avendo avuto reazioni allergiche sia con paracetamolo che con amoxicillina, quali sono le alternative?
Purtroppo ho avuto un ascesso ad un dente devitalizzato già due volte!!!
Grazie.
Elisa Valmori
Elisa Valmori

Gentile signora, le confermo che in gravidanza è possibile sottoporsi a radiografie ai denti (la cosiddetta “panoramica” o ortopantomografia).
E’ stato stimato infatti che sarebbero necessarie 50.000 radiografie per raggiungere la dose di radiazioni in grado di causare malformazioni al feto.
Questo a motivo delle basse dosi di raggi X impiegate e del distretto corporeo “lontano” dalla sede della gravidanza.
Anche l’anestesia locale è perfettamente compatibile con la gravidanza.
A volte alcuni colleghi dentisti sono riluttanti ad iniettare insieme all’anestetico l’adrenalina perché temono che possa avere effetti di vasocostrizione sulla placenta (un po’ come la nicotina delle sigarette) ma nel caso delle anestesie locali non esiste questo rischio, anzi: l’adrenalina “strozza” i vasi sanguigni limitrofi all’area da trattare e consente all’anestetico di svolgere al meglio il suo effetto senza che il circolo sanguigno lo “lavi via” prematuramente.
Quanto alla copertura antibiotica, nel suo caso specifico sono da evitare sia le penicilline che le cefalosporine (altrimenti di prima scelta in gravidanza) e si dovrà ricorrere ad un antibiotico della famiglia dei macrolidi (in particolare, Claritromicina o Azitromicina) che, oltre ad essere compatibili in gravidanza, hanno la peculiarità di essere rimessi in circolo nella saliva e pertanto saranno anche massimamente efficaci nel caso di infezioni orali o delle alte vie respiratorie.
Per quanto riguarda la terapia antalgica (antidolorifica), dovendo escludere il paracetamolo (che altrimenti sarebbe la nostra prima scelta in gravidanza), si può ripiegare sulla Novalgina (disponibile in compresse da 500 mg, supposte da 1000 mg o gocce orali) sebbene sia da utilizzare con cautela nel secondo e terzo trimestre (potrebbe causare oligoidramnios ossia riduzione del liquido amniotico).
Spero di esserle stata di aiuto, a disposizione se desidera, cordialmente.

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