Dopo un aborto spontaneo non sempre è necessario effettuare il raschiamento: si può infatti attendere che l'utero riesca a pulirsi spontaneamente.
Una domanda di: Sa Salve dottoressa, le riscrivo per aggiornarla. Lo scorso fine settimana ho avuto delle perdite di sangue rosso vivo, al pronto soccorso dopo l’ ecografia mi hanno detto che ho avuto un aborto interno e, siccome le perdite si sono bloccate, se entro martedi mattina non fosse arrivata la mestruazione mi avrebbero fatto il raschiamento. Sono a 7+1, la camera gestazionale è di 7 mm, mercoledi era di 6, quindi praticamente non è cresciuta. Secondo lei è veramente
necessario il raschiamento? Posso sottopormi all’ intervento tranquillamente o esiste la possibilità che in realtà la gravidanza non si sia ancora fermata?
Elisa Valmori
Salve signora, capisco che lei sia in un momento delicato e mi auguro di aiutarla senza farla andare in confusione.
In effetti, in base al riscontro ecografico che mi riferisce, siamo davanti ad una gravidanza che non sta evolvendo più e che quindi si definisce come aborto interno. Lei ha iniziato ad avere delle perdite di sangue rosso vivo e mi aspetto che queste perdite proseguano per alcuni giorni fino a diventare abbondanti come un flusso mestruale. Potrebbe avere anche dei dolori pelvici associati e può assumere Paracetamolo 1000 mg ogni 8 ore se non è allergica.
Non vedo l’urgenza di eseguire un raschiamento in quanto, se la camera gestazionale è così piccola, è altamente probabile che il suo utero riesca a pulirsi perfettamente da solo, senza necessità di ricorrere ad un intervento che, per quanto poco invasivo dal punto di vista chirurgico, ha comunque un impatto importante sulla psiche e richiede che lei cerchi di evitare un successivo concepimento ravvicinato (con il raschiamento viene fatta “tabula rasa” dell’endometrio e quindi non è prudente cercare la gravidanza prima di un paio di mesi: occorre del tempo perché lo strato di endometrio basale si rigeneri e permetta il corretto impianto dell’embrione nell’utero).
Sarei quindi propensa a suggerirle di concordare con i ginecologi dell’ospedale la condotta di attesa, ossia la possibilità di fissare il raschiamento a circa un mese di distanza da adesso, rimanendo d’accordo che in caso di perdite ematiche a carattere emorragico lei si recherà in pronto soccorso per poterlo effettuare in regime di urgenza.
Spero di averla aiutata, vedrà che troverà la forza di affrontare anche questa prova e di volersi ancora più bene di prima con il suo compagno.
Cordialmente.
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