Raschiamento o no dopo un aborto interno?
Il raschiamento evita che il decorso post interruzione spontanea della gravidanza sia complesso.
Una domanda di: Eleonora
Buongiorno dottore Ho avuto un aborto interno a 9 settimane (all’ottava settimana l’embrione era di soli 4.8 mm, con attività cardiaca ma con sacca molto grande, all’ecografia della settimana successiva assenza di attività cardiaca) per cui ho scelto il percorso farmacologico. Il 25 febbraio, a 10+4 mi viene somministrato il Misoone 400: nella stessa giornata ho forte emorragia, diarrea, dolori fortissimi che si attenuano già dal giorno successivo con perdite per 2 settimane. Al controllo dell’11/03 ancora residui, confermati anche con il controllo del 22 Marzo. Mi viene prescritto il Farlutal per 4 giorni e dopo 10 giorni ho avuto il ciclo. Il 3 Aprile ho avuto il ciclo durato 10 giorni al termine del quale ho eseguito il controllo in data 18 Aprile e ancora residui di 16.5 mm. A questo punto mi è stato detto o di aspettare la prossima mestruazione o fare il raschiamento. Ora mi domando se dopo 2 mesi i residui possano compromettere l’utero (non ho preso antibiotici), quindi se aspetto la prossima mestruazione può essere rischioso, con la probabilità di fare comunque il raschiamento se anche con le prossime mestruazione dovessero persistere i residui. Oppure fare direttamente il raschiamento, che ho evitato finora. Il mio ginecologo mi ha lasciato decidere ma non so più cosa fare. Grazie in anticipo.

Augusto Enrico Semprini
Cara Eleonora, noi assistiamo quasi tutte le pazienti che hanno avuto un aborto spontaneo facendo il raschiamento, perché la possibilità di decorsi così complessi è presente e noiosa, ma per fortuna non pericolosa. Dopo tutto questo lungo e sofferto percorso farmacologico faccia uno svuotamento e revisione delle pareti uterine in modo da mettere fine a questo evento e guardare già in modo positivo alla prossima gravidanza. Con cordialità.
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