Per poter parlare di "razza" occorre che una popolazione all'interno di una specie presenti differenze genetiche riconoscibili. Questo non è il caso della specie umana, che è un’unica specie molto recente.
Una domanda di: Laura Gentile professore, mi può spiegare per favore la differenza nel genere umano tra etnia e razza? Non l’ho mai capita fino in fondo. Per esempio, ci sono esami del sangue che permettono di risalire all’etnia o alla razza?
Grazie veramente per l’aiuto.
Giovanni Porta
Gentile signora,
per spiegare la natura, le cause e le implicazioni della diversità umana si ricorre spesso ancora oggi alla distinzione in razze. La razza è una suddivisione che i biologi utilizzano per distinguere popolazioni all’interno delle specie. Per poter parlare di razza però bisogna che questa popolazione abbia delle differenze genetiche riconoscibili. Questo non è il caso della specie umana, che è un’unica specie molto recente.
La diversità umana dipende solo in minima parte dalla diversità genetica e molto da fattori ambientali. Oggi anche il concetto di etnia è messo in discussione, perché è difficile identificare un confine discreto che separa i diversi gruppi etnici. La diversità umana si misura a livello individuale, e non di gruppi o di popolazioni.
Ci sono alcune caratteristiche genetiche che permettono di risalire con molta precisione all’origine geografica di una persona. Si tratta però di caratteristiche patologiche, come ad esempio l’anemia mediterranea. La maggior parte di noi non ha queste caratteristiche genetiche patologiche e quindi può essere attribuita a un posto del mondo con una certa probabilità, ma mai con assoluta sicurezza. Il completo assetto genetico di un organismo è detto genoma. Il genoma umano è costituto da una sequenza di circa 6 miliardi di nucleotidi, che rappresentano le unità base del DNA. La sequenza dei nucleotidi del DNA contiene l’informazione necessaria per la produzione delle proteine di ogni cellula. La variabilità genetica tra gli individui deriva dalla presenza di polimorfismi del DNA, cioè di piccole differenze della sequenza nucleotidica che definiscono l’unicità genetica di ciascun individuo. Questi polimorfismi possono essere usati come marcatori genetici, ad esempio per la tipizzazione degli individui in medicina legale o per le analisi di paternità. Alcuni marcatori genetici sono statisticamente più frequenti in alcune aree geografiche, e in base a questi si può stimare con una certa probabilità l’origine geografica di una persona. Con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Non si può permettere a un bambino di tenere sotto scacco i genitori, disobbedendo e facendo sempre e solo di testa propria. Contenerlo con dolce fermezza è la priorità assoluta. »
Il lungo periodo dell'isolamento è stato spesso pesante per i genitori, che non di rado ora si trovano alle prese con bimbi improvvisamente più disobbedienti e capaci di grandi marachelle. »
E' importante capire da cosa nascono gli atteggiamenti di rifiuto e ribellioni del bambino, ma lo è altrettanto impedirgli, con affettuosa fermezza, di compiere gesti aggressivi nei confronti dei genitori. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »