Regressione nel linguaggio in un bimbo di 18 mesi: c’è da preoccuparsi?

A cura di Giorgio Rossi - Dottore specialista in Neurologia Pubblicato il 24/11/2025 Aggiornato il 28/05/2026

Quando si ha il dubbio che il bambino sia interessato da un disturbo del neurosviluppo è opportuno richiedere il parere di uno specialista.

Una domanda di: Simona
Salve dottore,
il mio bimbo ha 18 mesi. Attualmente non dice più una parola, fino ad almeno 3 mesi fa c'era mammamama, pappa (se la vedeva in cottura) un accenno di papà e peppa. Siamo al silenzio ora, farfuglia solo ghinghi, shishi e iii, eee, questi ultimi due usati quasi per tutto: così segnala se vuole qualcosa o se cade. Non indica col dito, a volte allunga la mano, non ha mai salutato con la mano, è sorridente (a volte dorride e ride anche da solo), gioca bene da solo e col cane (gli fa anche i dispetti nascondendogi il giochino). Non tende molto a imitarci, batte solo le mani anche solo (pare che si alleni forse a sentire lo schioppo), è affettuoso con i genitori e i nonni, ci prende il viso tra le mani, ci abbraccia, si fa abbracciare tanto. Sono a metà e metà. Ho eseguito da sola il test Mchat con 7 punti falliti, molto al limite con 8, il fratello del padre è autistico, nota importante. Il bimbo è vivace, sfuggente come un po' i maschietti e non mi darebbe l'idea ma poi tutte queste cose insieme, incluso il linguaggio che ora è il pensiero che fa da padrone, ci allarma e vorrei seriamente un aiuto per capire. Grazie.

Giorgio Rossi
Giorgio Rossi

Buon giorno signora,
lei descrive una regressione dello sviluppo, con elementi positivi come il fatto, paradossalmente, di fare dispetti al cane: fare dispetti presuppone una capacità di immedesimarsi, in ogni caso quando si ha un dubbio così sullo sviluppo del proprio figlio, vale la pena di non fare da sé tanto meno con scale di valutazione, ma di avere lo sguardo di un professionista. Il mio consiglio è dunque quello di consultarsi con il suo pediatra per valutare con lui l'opportunità di far visitare il suo bambino da un neuropsichiatra infantile. Cari saluti.

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