Relazioni pericolose?

Dottor Antonio Clavenna A cura di Antonio Clavenna - Dottore specialista in Farmacia Pubblicato il 10/10/2018 Aggiornato il 09/06/2026

Quando si allatta e si svolge un lavoro in una struttura sanitaria, anche se il rischio di trasportare in casa (e quindi al bambino) germi pericolosi per la sua salute non è alto, è sempre bene valutare con il responsabile del centro se sia meglio rimandare a più avanti la ripresa del rapporto diretto con pazienti colpiti da malattie infettive.

Una domanda di: Valentina
Gentili specialisti, ho una bambina di 6 mesi e fra un mese tornerò a
lavorare. Io lavoro come logopedista in un grosso centro di riabilitazione
(praticamente è un ospedale). Talvolta i pazienti che tratto vengono messi
in isolamento per i classici batteri multiresistenti che si sviluppano
facilmente in questi casi ( clostridium difficile, klebsiella, mrsa ecc
ecc). Quando capita noi operatori dobbiamo vedere questi pazienti con
apposite protezioni (mascherine, sovracamici ecc). Da considerare che
quando vengono scoperti questi batteri il paziente è già verosimilmente
infetto da un po’ e quindi fino a quel momento lo vediamo senza protezioni.
Mi chiedevo visto che sto allattando se è pericoloso per mia figlia se
portassi a casa questi germi, se è il caso quindi che smetta di allattare
prima di tornare al lavoro (quando tornerò non avrò limitazioni come in
gravidanza quando alcune tipologie di pazienti mi sono state tolte, quindi
so già che dovrò vedere anche questi pazienti “infettivi”). Grazie.

Antonio Clavenna
Antonio Clavenna

Risponde il dottor Antonio Clavenna
Responsabile, Unità di Farmacoepidemiologia, Laboratorio per la Salute Materno Infantile, Dipartimento di Salute Pubblica
Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS:
“Gentile signora Valentina,
non ci sono particolari controindicazioni a proseguire l’allattamento anche dopo il ritorno alla sua attività lavorativa.
Un’eventuale infezione da batterio multiresistente non verrebbe, infatti, trasmessa attraverso il latte materno.
Tenga presente, inoltre, che nel caso da lei segnalato l’impiego delle protezioni serve principalmente a evitare una “contaminazione” dell’operatore sanitario che potrebbe trasmettere questi batteri ad altri pazienti fragili (per condizioni di salute), che potrebbero a loro volta ammalarsi.
Nella maggior parte dei casi l’operatore che assiste il malato, se non utilizza adeguatamente le procedure igieniche (per esempio il lavaggio scrupoloso e corretto delle mani) e le protezioni raccomandate, potrebbe diventare un portatore sano del batterio.
Il rischio di ammalarsi per l’operatore è raro e in genere riguarda persone con deficit del sistema immunitario.
E’ possibile che l’operatore che si trova ad assistere pazienti con infezioni da batteri multiresistenti possa trasmettere i batteri ai famigliari: anche in questo caso, comunque, il rischio di ammalarsi è limitato alle persone che hanno un sistema immunitario indebolito.
A mio parere non ci sono particolari rischi, in quanto a 6 mesi il sistema immunitario di un bambino è ben sviluppato, ma credo possa essere utile per lei valutare con il responsabile della sicurezza del centro dove lavora se avere una figlia piccola sia compatibile con l’attività di assistenza di pazienti con infezione da batteri multiresistenti. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

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