La diagnosi di placenta previa non si può formulare prima della 26^ settimana, ma solitamente si rimanda addirittura a più avanti perché il progressivo aumento di volume dell'utero può trascinare la placenta verso l'alto, spostandola dall'OUI.
Una domanda di: Elena Le scrivo per avere un parere. Sono in 10 settimane e oggi mi sono recata al pronto soccorso a causa di alcune perdite ematiche.
Permetto che non ho avuto nessun tipo di dolore prima di scoprire queste perdite. Alla visita mi è stato detto di avere una placenta previa parziale.
Avevo fatto un eco 2 giorni fa ed era tutto nella norma. Ora sono a letto e mi è stato detto di fare riposo assoluto. La mia domanda è: c’è rischio di
aborto in questo caso? Grazie mille.
Claudio Ivan Brambilla
Cara signora,
la diagnosi definitiva di placenta previa non si può formulare prima della 26^ settimana, ma in genere si tende ad aspettare la 30^. A mano a mano che l’utero aumenta di volume può infatti trascinare con sé la placenta e liberare così l’orifizio uterino interno (OUI). In questo modo il parto naturale diventa possibile. Per quanto riguarda il riposo assoluto, da vario tempo ormai è stato escluso che sia necessario e che possa in qualche modo cambiare il destino di una gravidanza destinata a interrompersi. Non solo
quindi non è utile, ma può addirittura rivelarsi dannoso perché può favorire la formazione di trombi. Questo ovviamente non significa che si possano svolgere attività fisiche impegnative e faticose, ma solo che non esistono preclusioni per camminare, anche uscendo di casa. L’astensione dai rapporti è invece opportuna fino a quando il sanguinamento permane. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
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