Rischio Citomegalovirus e futura gravidanza

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 22/02/2019 Aggiornato il 22/02/2019

Ci sono norme igieniche che limitano al massimo il rischio di contrarre in gravidanza una seconda infezione da citomegalovirus.

Una domanda di: Valentina
Ho una bambina di 11 mesi e fra 6 mesi vorrei provare ad avere un secondo figlio. Ho molta paura delle varie malattie teratogene che la mia prima figlia potrebbe
trasmettermi in gravidanza ( sono immune a quasi tutto tranne ai coxakievirus e al parvovirus b19 tra le malattie teratogene). Mia figlia non frequenta
il nido ma spesso la porto in ludoteca e comunque avviene spesso che è a contatto con altri bambini in età
prescolare. Premetto che dal momento in cui dovessi restare incinta cercherò di ridurre drasticamente ( se non
eliminare) i contatti miei e di mia figlia con gli altri bambini. Avrei comunque alcuni dubbi in particolare riguardo al citomegalovirus: dunque, io
sono nella situazione più favorevole, cioè ho già avuto il citomegalovirus in passato e quindi non sono a rischio di contrarre
un’infezione primaria ( la più temibile) ma solo eventuali reinfezioni o infezioni secondarie che comunque so essere, anche se più raramente rispetto la primaria, pericolose in gravidanza. Mi
chiedevo quindi 1) nel caso mia figlia contraesse il Cmv, so che rimarrebbe contagiosa per un periodo molto lungo ( anche due
anni) : dovrei quindi in tal caso rimandare di due anni la gravidanza, dato che sono a rischio di contagio, o il rischio di un’ eventuale infezione
secondaria non giustifica una tale precauzione? (premetto che ho avuto problemi a restare incinta della mia
prima figlia perchè soffro di endometriosi, ci ho messo quasi due anni quindi non vorrei dover rimandare di
due anni una seconda gravidanza). 2) nel caso io dovessi infettarmi di cmv ( quindi avere igm positive) per quanto tempo devo astenermi dal
rimanere incinta? So che in caso di infezione primaria è importante rimandare la gravidanza anche di anni, nel
caso di infezione secondaria per quando tempo dovrei rimandare la
gravidanza? 3) se mio marito prendesse da mia figlia (o da altri bambini) l’infezione primaria da cmv ( non credo lui sia immune), e concepisse un figlio con cmv
in corso, sarebbe pericoloso per il prodotto del concepimento, o la malattia è teratogena solo se contratta dalla madre? Lo spermatozoo non potrebbe in
qualche modo essere ” infetto” o rovinato dal virus? Grazie mille per le delucidazioni che vorrete darmi.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, la sua domanda è da premio Nobel quindi farò del mio meglio per essere all’altezza.
Dunque, come giustamente lei scrive, l’infezione primaria da Citomegalovirus è la più temibile in gravidanza, diversamente dalla riattivazione o reinfezione con un nuovo ceppo virale. Essendo lei già immune, siamo molto più “rilassati” rispetto alla possibilità che il nascituro possa essere coinvolto dall’infezione durante la gravidanza in quanto il rischio di trasmissione cala dal 40% dell’infezione primaria all’1%.
Nelle mamme già immuni la riattivazione virale comunque è asintomatica e questo complica ulteriormente le cose.
Non è ancora chiaro il meccanismo della reinfezione/riattivazione da CMV in gravidanza e il conseguente rischio di infezione congenita, motivo per cui sono in corso attualmente degli studi proprio indirizzati a questo obiettivo, tra cui il CHILd study (Congenital HCMV Infection in Lombardy).
Va detto tuttavia che tutti gli studi scientifici a nostra disposizione insistono sempre sull’importanza delle norme igieniche per evitare la trasmissione del virus attraverso il contatto con liquidi biologici infetti (saliva, feci, urine, latte materno, liquido seminale, trasfusioni di sangue…)
Siccome la massima circolazione del virus si osserva nei bambini in età pre-scolare e al di sotto dei 36 mesi in particolare, siamo soliti dare queste raccomandazioni:
1) non baciare i bambini sulla bocca, non pulire il succhiotto, non utilizzare le stesse posate o bicchieri a tavola, non assaggiare la pappa…
2) lavare accuratamente le mani con acqua e sapone dopo il cambio del pannolino o dopo contatto con la biancheria sporca
3) cercare di igienizzare i giochi o il seggiolone qualora il bimbo li “contamini” con la saliva
Il rischio di contagio (nel suo caso reinfezione) tra due adulti immunocompetenti non sembra essere paragonabile a quello che si può avere dai bambini più piccoli. Esiste uno studio che addirittura valorizza la possibilità di immunizzarsi attraverso la saliva che ci si scambia baciandosi in bocca con il marito (!) Nessun rischio di alterazioni a carico degli spermatozoi, per fortuna.
Mi sento quindi di darle il via libera per la ricerca della seconda gravidanza, tanto più che in caso di endometriosi l’attesa potrebbe comportare un avanzamento della patologia con ripercussione anche sulla sua fertilità.
Quanto agli esami sierologici, attualmente nelle donne già immuni per il Citomegalovirus non sono previsti ulteriori dosaggi delle IgM.
Rispetto ai contatti con altri bambini di sua figlia, le raccomanderei di non essere eccessivamente restrittiva, tenendo presente che è un bene che alcune malattie vengano contratte quando si è più piccoli. Al di là del rischio infettivo, inoltre, la possibilità di socializzare con i pari è sempre motivo di crescita e arricchimento anche nelle età più giovani.
Direi che è utile intraprendere le raccomandazioni che le ho sopra elencato anche per evitare il rischio di contrarre il Parvovirus B19 o il Coxsackievirus.
Spero di esserle stata utile, a disposizione se necessita per ulteriori chiarimenti, cordialmente.

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