Rischio di celiachia e introduzione del glutine

Professor Giorgio Longo A cura di Giorgio Longo - Professore specialista in Pediatria Pubblicato il 19/08/2019 Aggiornato il 20/05/2026

Se un bambino è predisposto allo sviluppo della celiachia, è irrilevante il momento in cui si introduce il glutine nella sua alimentazione.

Una domanda di: Lidia
Ho una bimba di 5 mesi prossima allo svezzamento e con predisposizione familiare alla celiachia.
Ho alcune domande riguardanti la molecola del glutine, scaturite dopo aver letto, su una rivista generalista, che somministrare glutine precocemente e cioè ad inizio svezzamento, desensibilizzerebbe l’intestino del neonato verso tale molecola, riducendo le probabilità che sviluppi celiachia o intolleranza, se predisposto.
Vorrei innanzitutto sapere se dal punto di vista medico-scientifico ciò sia vero poiché, secondo me, tale tesi va contro logica: il glutine è una molecola complessa, difficile da assimilare e quindi ho sempre pensato fosse meglio lasciare tempo all’intestino di maturare e solo in seguito sottoporgli “sfide più difficili”.
Detto questo, avrei altre domande.
Se una briciola di frumento (o altro cereale proibito) può riattivare in un celiaco la reazione autoimmunune, la stessa briciola assunta sporadicamente da un non celiaco (una volta a settimana ad esempio) può essere la discriminante tra una dieta senza glutine e una dieta con glutine?
In altre parole: qual è la quantità minima di glutine e con che frequenza bisogna assumerla, affinché si possa affermare di aver adottato una dieta con glutine?
Assumere glutine in questa minima quantità può essere un vantaggio per un soggetto portato a sviluppare la celiachia? Può evitare che l’intestino si sensibilizzi al glutine come potrebbe accadere a non assumere glutine per nulla, e allo stesso tempo può ridurre la probabilità di sviluppare un’intolleranza o una celiachia, che magari sono scatenate da un precoce sovraccarico di glutine ai danni di un intestino predisposto?
Ringrazio e porgo cordiali saluti.

Giorgio Longo
Giorgio Longo

Gentile signora,
una precoce assunzione di un allergene può risultare vantaggiosa per contrastare l’allergia e favorire la tolleranza alimentare nei soggetti con rischio allergico (familiarità per allergie alimentari, dermatite atopica in atto). Ma la malattia celiaca con questo non c’entra niente. Se un soggetto è predisposto, la celiachia la svilupperà comunque che si anticipi a si posticipi l’introduzione del frumento, che lo si dia in piccole dosi o quotidianamente. Sarà il rallentamento della crescita che dovrà consigliare il test della celiachia. Infine, se vi fosse una familiarità di primo grado (genitori e/o fratelli) con il test genetico si può sapere se il bambino è a rischio o meno. Nel secondo caso può mangiare tutto il frumento che vuole e non deve più pensarci alla celiachia. Per tutto questo è utile che si confronti anche con il suo pediatra. Con cordialità.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Papà con predisposizione alla celiachia: è opportuno fare indagini sulla sua bambina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Lo specifico test che individua la celiachia attualmente viene consigliato solo ai bambini che manifestano particolari disturbi, a partire da una crescita scarsa.   »

Epilessia e celiachia: c’è correlazione?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Enrico Iemoli

L'associazione tra epilessia e celiachia è possibile fino al 6 per cento dei soggetti interessati dalla prima.  »

Bimba di 5 mesi che si sveglia di notte per reclamare il latte: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Francesco Peverini

Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli notturni si verifichino per fame. Un bambino che subito dopo essere stato allattato si riaddormenta, evidentemente aveva proprio bisogno della poppata.   »

Bimbo di 5 mesi che ha mal di pancia quando mangia la frutta

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Poiché non vi è alcuna necessità di proporre la frutta prima dei sei mesi di età, se questa è mal tollerata è molto meglio non somministrarla.  »

Lucen: si può mettere nel biberon mescolato al latte?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Il farmaco esomeprazolo (nome commerciale Lucen), specifico per il reflusso non dovrebbe essere somministrato con il latte.   »

Le domande della settimana

Macchie in viso lasciate dall’herpes zoster: si può fare qualcosa?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Floria Bertolini

I segni che l'infezione da herpes zoster (responsabile della varicella) possono essere così marcati da risultare non completamente eliminabili con i mezzi di cui, almeno per ora, si dispone in ambito medico.   »

Test di gravidanza positivo: che fare subito dopo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Claudio Ivan Brambilla

La prima cosa da fare quando si scopre la gravidanza è fissare un appuntamento con il ginecologo per la prima visita e la prima ecografia.   »

Regressioni varie all’inizio della scuola materna: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Leo Venturelli

Non sorprende che un bambino abbia bisogno di un po' di tempo per adattarsi alla novità rappresentata dalla scuola materna, quindi la cosa migliore da fare è avere pazienza nella certezza che ogni singola regressione dei primi giorni si risolverà in modo spontaneo.   »

Cortisonico in spray prescritto in gravidanza per una forte rinite: può essere pericoloso?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Il mometasone assunto sotto forma di spray nasale entra in circolo in quantità davvero minime, quindi è senz'altro opportuno impiegarlo quando il medico ritiene strettamente necessario prescriverlo.   »

Salmone alterato assunto in gravidanza: ci sono rischi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Fabrizio Pregliasco

Assumere del salmone avariato può esporre a conseguenze anche molto serie, tuttavia è realmente difficile non accorgersi dell'alterazione perché il pesce andato a male ha sia l'aspetto sia il sapore significativamente alterati.   »

Fai la tua domanda agli specialisti