Risvegli notturni dopo mesi di sonno tranquillo

Dottor Leo Venturelli A cura di Leo Venturelli - Dottore specialista in Pediatria Pubblicato il 22/11/2021 Aggiornato il 01/04/2026

Può capitare che a nove mesi inizino i risvegli notturni: possono esserne corresponsabili l'ansia da separazione e la dentizione.

Una domanda di: Angela
Ho una bambina di 9 mesi allattata esclusivamente al seno, sin dalla nascita e a tutt’oggi, che fino allo svezzamento (a 5 mesi e mezzo) non mi ha mai dato problemi di risvegli durante la notte. Da piccolissima, circa 3 mesi, di notte dormiva anche 8-10 ore di fila, mentre da quando l’ho svezzata ha cominciato ad avere un sonno intermittente è minore regolarità nella routine giornaliera. È una bambina moooolto attiva e vivace (a 4 mesi e mezzo gattonava e attualmente muove i primi passi), ha sempre qualcosa da fare e non sta mai ferma. Cresceva esponenzialmente, poi un po’ prima dello svezzamento ha cominciato a rallentare (forse è anche normale altrimenti a quest’ora con quella curva di crescita sarebbe stata gigante). Attualmente il suo comportamento è il seguente: La mattina quando si sveglia (tra le 7:30 e le 8:30) beve un po’ di latte, poi gioca e a metà mattina (tra le 9:39 e le 10:30) si addormenta di nuovo attaccandosi al seno. Dorme circa 30-40 minuti e si risveglia. Intorno alle 11:30 mangi la pappa e verso le 13:30-14:00 si riaddormenta sempre attaccandosi al seno. Dorme altri 40 minuti massimo (di rado capita che si faccia 1 h -1 h e 30 di sonno) poi si sveglia e gioca. Intorno alle 16:00 le do la frutta ed alle 19:30 circa cena. Arriva alla cena spesso capricciosa perché stanca. Io mi accorgo che è assonnata e provo ad addormentarla ma non sempre ci riesco, anche perché si avvicina l’ora di cena e se non si addormenta verso le 18:00 lascio stare e tiro fino alla cena. Tuttavia il fatto di essere assonnata nella maggior parte dei casi non inficia il pasto, perché la bambina mangia. Finito di mangiare ormai è stanca e la metto a letto. Fino a poco tempo fa appena andavamo in camera lei si attaccava al seno e piano piano si addormentava. Adesso cominciano ad allungarsi i tempi di addormentamento perché si mette a giocare sul lettone e quando la prendo in braccio per cullarla incomincia a lamentarsi ma senza piangere. Se tutto va bene in circa 40 minuti si addormenta. Dopo un’oretta si sveglia piangendo e beve latte. Verso mezzanotte si risveglia e latte. Da qualche tempo si aggiunge un risveglio verso le 3 e poi alle 6. Questi risvegli durano 10-15 minuti, il tempo di una poppata. Verso le 8 ci alziamo e si ricomincia. Gli orari non sono rigorosi, più o meno quella indicata è la finestra più ricorrente. Talvolta può capitare che la mattina non si addormenti, ma è raro. Le mie domande sono: È probabile che la quantità di latte da me prodotta sia diminuita e quindi non più sufficiente a soddisfarla per un lungo periodo (l’intera notte)? È sbagliato addormentarla subito dopo cena? È sbagliato darle il latte tutte queste volte e, soprattutto, per addormentarla (l’indicazione del pediatra sarebbe di darle il latte solo la mattina appena sveglia e la sera intorno alle 23)? Quali possono essere le cause di questo sonno disturbato? Grazie.

Leo Venturelli
Leo Venturelli

Gentile signora, per faclitare la lettura, riporto l’elenco delle sue domande con sotto le relative risposte. <>. È possibile questa situazione. Ma normalmente le poppate si adattano alla richiesta di suzione del bambino: più il piccolo succhia più latte viene prodotto. Attenzione quindi che non sempre i risvegli a 9 mesi dipendono dalla fame. A questa età alcuni bambini cominciano a soffrire dellla cosiddetta “ansia da separazione”, sentimento angosciante che nasce dalla paura di perdere la mamma e spinge a cercarla sempre e, addirittura a svegliarsi di notte, per richiamarla accanto e riceverne consolazione. La sua bambina riprende comunque a dormire dopo appena 10 minuti lasso di tempo assolutamente accettabile. <> Dipende cosa intende per “subito dopo”. Ovviamente se appena inghiottito l’ultimo boccone lei la corica, è possibile che la digestione venga disturbata, se invece lascia trascorre almeno mezzora va bene. <>. E’ utile (e consigliabile, come del resto le ha detto il collega) cercare, sia pure senza ansia, con calma e pazienza, di non usare il seno per l’addormentamento. Cerchi di farla addormentare con coccole ma non con l’attacco, se possibile. <>. Come già detto, più che fame e carenza di latte, gioca un ruolo importante l’età che è caratterizzata dall’ansia da separazione a cui è possibile si aggiunga il fastidio prodotto dalla dentizione. Cari saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Bimbo di 9 mesi che si sveglia troppo presto al mattino: che fare?

08/09/2026 Primo anno del neonato di Giulia Zannoni consulente del sonno

Per quanto strano possa sembrare, per evitare che il bambino si svegli all'alba (o anche prima) serve metterlo a nanna presto di sera.   »

Risvegli frequenti in una bimba di nove mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Giulia Zannoni consulente del sonno

Se il sonno notturno è caratterizzato da numerosi risvegli, a volte può aiutare a risolvere la situazione ridurre la durata dei sonnellini diurni.  »

Bimbo di 9 mesi che non sempre si gira quando viene chiamato e non gattona: come stimolarlo?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Giorgio Rossi

Non tutti i bambini gattonano, ce ne sono alcuni che muovono direttamente i primi passi. E se sono concentrati su qualcosa è ovvio che non reagiscano quando vengono chiamati per nome. Nulla di questo preoccupa.   »

Bimbo di nove mesi che si schiaffeggia: cosa può essere?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Fino a quando il bambino non impara a parlare, per comunicare disappunto o esprimere altri sentimenti negativi non può che ricorrere a gesti anche di rabbia verso se stesso. Ma la strategia per evitare che si faccia male c'è.   »

Stipsi ostinata in una bimba di 9 mesi: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Un'alimentazione adeguata e l'impiego costante del macrogol a volte risolvono la stitichezza del lattante, tuttavia se la situazione tende comunque a peggiorare è consigliabile approfondire.   »

Le domande della settimana

Beta che aumentano poco: proseguirà la gravidanza?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

Quando la gravidanza arriva a un'epoca in cui è individuabile con l'ecografia, il monitoraggio del valore delle beta non ha più grande significato. Sono le informazioni che raccoglie l'ecografo a stabilire cosa sta accadendo.   »

Bimba di 4 anni che fa (di nuovo) la pipì a letto: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di “La Redazione”

A quattro anni non desta preoccupazione il fatto che una bambina bagni ancora il letto di notte: le strategie da adottare sono varie e tra queste è particolarmente importante non esprimere giudizi che possano mortificarla.   »

Camera gestazionale molto piccola rispetto all’atteso: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Gaetano Perrini

A volte la gravidanza risulta più indietro rispetto all'atteso perché l'ovulazione si è verificata più avanti rispetto alla data presunta.  »

Inizio della pubertà in una bambina di 9 anni: ci sarà ancora un aumento di statura?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Gianni Bona

Un inizio della pubertà a 9 anni è del tutto normale e non preclude la possibilità che la statura continui ad aumentare negli anni successivi.   »

Si possono avere gemelli a 42 anni?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisabetta Colonese

Con l'avanzare dell'età materna aumentano le probabilità che una gravidanza sia gemellare e che i gemelli siano dizigoti, ossia si assomiglino come due normali fratelli, a differenza dei gemelli omozigoti che sono identici.   »

Fai la tua domanda agli specialisti