A cura di “La Redazione”Pubblicato il 22/01/2018Aggiornato il 12/06/2026
E' possibile che uno svezzamento precoce (prima dei sei mesi di vita) disturbi il sonno del bambino. E' solo un'ipotesi, da verificare magari sospendendo per qualche giorno le pappe.
Una domanda di: Linda Il mio bimbo ha 5 mesi e da tre giorni abbiamo iniziato pappa … Prima della pappa, da sempre dormiva la notte come un ghiro ora si sveglia 4/5 volte urlando finché nono lo attacco al seno! Come mai?
Stefano Geraci
Cara mamma,
forse lo svezzamento è stato iniziato troppo presto: le linee guida suggeriscono sia opportuno aspettare i sei mesi, specialmente per gli allattati al seno, salvo ovviamente casi particolari (per esempio, crescita scarsa). Al riguardo non mi dice nulla quindi mi è difficile esprimermi. Direi comunque di armarsi di pazienza, cercando però di consolare il bambino quando si sveglia di notte senza offrirgli ogni volta il seno, visto che a questo punto non ha certo bisogno di fare 4-5 pasti per notte (veramente, a 5 mesi compiuti se mangia in modo adeguato durante il giorno non dovrebbe più mangiare di notte neppure una volta). Il mio consiglio è di non insistere, nel caso in cui rifiuti la pappa, magari lasciando trascorrere una settimana prima di riproporgliela. Questo vale ovviamente se non ci sono particolari problemi a causa dei quali il pediatra curante ha indicato di cominciare lo svezzamento. Bisognerebbe anche capire se con il nuovo schema alimentare il bambino mangia abbastanza: c’è, cioè, la possibilità che i risvegli notturni (magari uno solo) siano dovuti alla fame? Di più non riesco a dirle perché ho informazioni troppo scarse. Le consiglio dunque di confrontarsi con il suo pediatra che conosce tutta la situazione e il bambino. Mi faccia sapere, se vuole. Con cordialità
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Fino ai 6 mesi è molto probabile che i risvegli notturni si verifichino per fame. Un bambino che subito dopo essere stato allattato si riaddormenta, evidentemente aveva proprio bisogno della poppata. »
Una circonferenza cranica al 10° percentile circa è da considerarsi nella norma. Se il confronto tra le misure già eseguite con quelle effettuate successivamente non evidenzia un allontanamento dal suddetto percentile, si può escludere la presenza di un problema. »
Posto che l'integrazione di vitamina D è consigliata nei primi 12 mesi di vita, se il bambino è stato esposto alla luce solare potrebbe non essere carente della sostanza. In gni caso, la somministrazione può essere iniziata anche a cinque mesi. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »