Gli studi di cui si dispone relativi all'esecuzione della risonanza magnetica nucleare in gravidanza non hanno evidenziato rischi per il feto.
Una domanda di: Anna Le scrivo per chiederLe un’informazione in merito ad una questione che mi preoccupa non poco. Io ho 34 anni, non soffro di alcuna patologia e da qualche giorno ho scoperto di essere incinta. Ho già in programma da molto tempo una risonanza magnetica encefalo e tronco encefalico con mezzo di contrasto il 12 maggio prossimo. Mi sarà possibile
effettuare in tranquillità l’esame diagnostico, che attendo da molto, oppure può provocare dei danni al feto?
La ringrazio davvero tanto.
Antonio Clavenna
Gentile Anna,
gli studi disponibili sulla risonanza magnetica non hanno documentato un aumento del rischio di malformazioni.
Anche i dati sulla sicurezza di impiego in gravidanza del gadolinio e dei mezzi di contrasto utilizzati nel corso dell’esame non indicano un aumento dei rischi, ma sono più limitati. Per maggior cautela è preferibile, quando possibile, non utilizzare mezzi di contrasto. La valutazione spetta però a chi effettuerà la risonanza: se l’esame richiede necessariamente il mezzo di contrasto non ci sono particolari controindicazioni all’uso. In ogni caso segnali al medico il suo stato di gravidanza quando si recherà a effettuare l’indagine. Cordiali saluti.
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