Antibiotico contro tosse e febbre che però sono ricomparse
A cura di Giorgio Longo - Professore specialista in Pediatria
Pubblicato il 24/01/2024
Aggiornato il 06/03/2026 Le infezioni respiratorie dei bambini piccoli sono quasi esclusivamente di natura virale e questo spiega perché l'antibiotico, che serve contro i batteri e non contro i virus, non abbia efficacia né curativa né preventiva nei loro confronti.
Una domanda di: Paola
Ho una domanda da farvi: ho la mia piccolina di 3 anni e mezzo a cui è stata data una cura di 12 giorni di Rocefin perché aveva la bronchite e adesso dopo una settimana che è stata bene sono ricomparse la febbre e la tosse: com’è possibile?

Giorgio Longo
Come forse avrà già letto in altre risposte che ho dato sempre su questo argomento, le infezioni respiratorie nell’età prescolare sono molto frequenti, specie nei primi mesi freddi della stagione. Più o meno ci si attende una infezione ogni tre settimane. Già da questo può capire che non c’è nulla di cui sorprendersi (né, ovviamente di cui preoccuparsi). Che poi il trattamento con Rocefin (che francamente mi sembra sproporzionato per una banale “bronchite”), non sia servito ad evitare una successiva infezione è altrettanto facile da spiegare, in quanto le infezioni respiratorie ricorrenti tipiche dell’età, sono di regola di natura virale e su queste gli antibiotici non hanno alcuna efficacia, né curativa, né preventiva. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
27/10/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo La vaccinazione antiinfluenzale non è responsabile di broncospasmi. Le “bronchiti asmatiformi” ricorrenti sono tipiche dell’età prescolare, dell’età della socializzazione, quando i bambini inevitabilmente si passano uno con l’altro i virus di stagione (fondamentali per far maturare il bagaglio di difese... »
24/10/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli È buona norma che le persone estranee prima di prendere in braccio e maneggiare un neonato, qualora debbano proprio farlo, indossino la mascherina e si lavino molto bene le mani (e questo vale sempre), tuttavia un bebè nato a termine e sano non automaticamente si ammala se questo non succede. »
12/03/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Giorgio Longo Si può di certo pensare che una tosse persistente e terribile che non passa con nulla però non si associa ad altri sintomi e si manifesta solo in un determinato periodo dell'anno sia dovuta alla cosidetta SIRT (Sindrome da Ipersensibilità dei Recettori della Tosse). »
21/02/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Roberta Levi la tosse è un meccanismo di difesa che serve a pulire le vie respiratorie. Meglio non esagerare con le medicine per combatterla. »
05/02/2025
Gli Specialisti Rispondono
di Professor Michele Miraglia Del Giudice I bambini colpiti da un'allergia tendono ad ammalarsi con più frequenza rispetto agli altri, soprattutto durante i mesi in cui frequentano la cominutà scolastica. La sitiuazione è destinata a migliorare con la crescita. »
Le domande della settimana
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Ipotizzare il disturbo dello spettro autistico in una bimba di sei settimane di vita non si può. La diagnosi precoce è fondamentale, ma non per questo il problema è individuabile prima dei 12-24 mesi di vita. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori All'inizio del terzo trimestre, in caso di contrazioni (anche non dolorose) molto frequenti può essere opportuno indagare sulle possibili cause effettuando un'urinocoltura e un tampone vaginale. »
23/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Cristiana De Petris Esiste un test prenatale che si effettua sul sangue della madre che permette di identificare il padre del bambino. Per l'esame, serve comunque anche un campione di sangue di uno dei due presunti padri. »
20/03/2026
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Non ha molto senso scaricare app che orientino il momento giusto per concepire, è meglio che la ricerca avvenga all'insegna della spontaneità. A tutto vantaggio del risultato e dell'armonia della coppia. »
Fai la tua domanda agli specialisti