Stabilire a priori come evolverà la gravidanza nel momento in cui si verifica un "distacco" non è semplice, tuttavia nella maggior parte dei casi la situazione si risolve favorevolmente.
Una domanda di: Giusi
La seguo sempre e vorrei un suo consiglio o meglio parere. Sono incinta di 6 settimane, oggi ho fatto la prima eco e la
ginecologa ha riscontrato camera gestazionale intrauterine con embrione vitale di mm 3.7 corrispondente all amenorrea ma poi c’è un trofoblasto con
area di distacco del polo superiore. Mi ha prescritto riposo e progeffik ovuli la sera per 30 giorni. Cosa ne pensa? Questo trofoblasto è un
distacco di placenta? Sono un po’ confusa e spaventata. Ho avuto un aborto spontaneo e poi una gravidanza portata a termine bene. Grazie in anticipo.
Elisa Valmori
Salve cara signora, immagino la sua apprensione dato che ha avuto in precedenza sia un aborto spontaneo che una gravidanza a termine…si starà chiedendo: “in quale dei due scenari mi trovo questa volta?”
Intanto bisogna dire che l’utero al suo interno ha un rivestimento che ciclicamente si sfalda con la mestruazione che si chiama endometrio.
In caso di gravidanza, l’endometrio non si sfalda, anzi si irrobustisce e prende il nome di decidua.
Una parte di questa decidua sarà interessata dalla placenta e questa parte prende il nome di decidua basale.
Sul versante fetale abbiamo una situazione in evoluzione: inizialmente il sacco amniotico circonda l’embrione ma non occupa tutta la cavità della camera gestazionale (detta anche cavità corionica dato che è delimitata dal corion), in seguito progressivamente il sacco amniotico si espande e arriva a fondersi con il corion. Il corion in un certo senso è il guscio della camera gestazionale e sono proprio i villi coriali a costituire il versante fetale della placenta.
Se noi abbiamo un distacco amniocoriale all’ecografia, non è detto che si tratti di una vera e propria minaccia d’aborto in quanto il corion e l’amnios sono distaccati fisiologicamente fino alla fine del primo trimestre. Invece è più problematico se vediamo un distacco chiorion-deciduale (ma anche qui tutto dipende dalle dimensioni del distacco e dalla compresenza di sintomi quali perdite ematiche o dolori pelvici).
A volte si usa il termine di distacco di placenta per indicare una minaccia d’aborto, mentre sarebbe più corretto parlare di distacco di placenta a partire dalla 20° settimana di gestazione. Quindi non si tratta di sinonimi, anche se a volte si usa il termine “distacco di placenta” per sintetizzare un reperto ecografico di distacco amniocoriale o coriondeciduale. Tra i due, certamente il distacco di placenta è quello più grave e irreversibile, causa di emorragia che porta in pronto soccorso e mette anche a rischio la salute della mamma, oltre che del nascituro (ma forse è meglio non sapere tutte queste complicanze: si vive più serenamente la gravidanza!)
Una volta che all’ecografia ci accorgiamo del distacco, siamo soliti ormai prescrivere il riposo domiciliare e il progesterone ovuli.
In realtà il riposo assoluto a letto non è dimostrato scientificamente che risollevi le sorti della gravidanza, ma viene suggerito sia perché non abbiamo grandi altre opzioni terapeutiche, sia perché presumiamo che lo sforzo fisico possa in qualche modo essere causa di contrazioni uterine premature che non faciliteranno certo il riassorbirsi del distacco.
Nell’ipotesi che l’ovaio, che dovrebbe produrre il progesterone che sostiene la gravidanza almeno fino a quando la placenta non diventi capace di fabbricarlo autonomamente, lavori difettosamente, le viene prescritto il Progesterone.
Avendo lei avuto già due gravidanze, mi sento di dirle che il suo corpo è in qualche modo già “allenato” a trasformarsi per accogliere un bimbo e che mi aspetto che anche questa gravidanza vada a buon fine come la precedente…glielo auguro di cuore!
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