Rottura dell’utero durante una procedura per IVG: colpa delle prostaglandine?
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 10/07/2024
Aggiornato il 04/03/2026 In ambito ostetrico è noto che l'impiego delle prostaglandine per indurre l'interruzione volontaria della gravidanza può causare la rottura dell'utero nelle donne che hanno subito un cesareo in precedenza.
Una domanda di: Luisa
Ho 41 anni, mamma di un bimbo di 2 anni nato da PMA, un percorso durato 5 anni. Sei mesi fa ho scoperto di essere incinta: i controlli
hanno portato ad un amnio non buona e quindi a quasi 22 settimane ad abortire,1 compressa di prostalgine, 8 ore di travaglio e poi d’urgenza
operata per rottura utero, (vengo da un taglio cesareo precedente). Vorrei sapere se è
stato giusto indurre il parto e se è quando posso pensare di riprovarci visto che i medici mi hanno detto di evitare una nuova gravidanza. Grazie.

Elisa Valmori
Salve signora, lei mi chiede se sia stato giusto indurre il parto e io mi limito a risponderle dal punto di vista medico, perché non oso immaginare lo strazio che avete vissuto per via di ciò che vi è capitato.
Lei era precesarizzata e in effetti noi sappiamo che le prostaglandine andrebbero evitate nell’induzione del travaglio di parto, in quanto potrebbero favorire la rottura uterina che lei purtroppo ha avuto.
Mi sembra strano che sia stato sottovalutato questo aspetto, tanto più che esistono metodi non farmacologici per indurre il travaglio di parto (il catetere di Foley ad esempio oppure la rottura delle membrante o amnioressi). La stessa ossitocina in flebo può essere impiegata in una paziente precesarizzata senza che questo comporti il rischio di rottura uterina. Non riesco a capire se i colleghi abbiano deciso comunque per le prostaglandine fidandosi che sarebbe andato tutto bene oppure omettendo la sua anamnesi ostetrica: bisognerebbe poterci parlare insieme per farselo spiegare!
Rispetto all’evitare la gravidanza (incredibile per voi che per tanti anni l’avete sognata!), immagino i miei colleghi intendessero dire di evitare una gravidanza ravvicinata, in quanto occorre lasciare tempo a sufficienza perché il suo utero possa riprendersi da questo secondo intervento.
Indicativamente occorrono almeno 6-8 mesi prima di iniziare la ricerca di una nuova gravidanza, di modo che tra questo intervento e il successivo (un cesareo, necessariamente) saranno trascorsi circa 15-17 mesi.
Naturalmente, sarà utile assumere acido folico dall’inizio della ricerca della gravidanza e prima di procedere, credo utile pianificare una visita con una genetista in modo da capire insieme come meglio comportarsi per via della storia già trascorsa.
Certamente il fattore età per noi donne è ineliminabile e purtroppo condiziona anche la fertilità e la qualità della nostra cellula uovo (pensi: la cellula uovo è l’unica cellula del nostro corpo visibile ad occhio nudo dato che è grande 0,1 millimetri ossia come la punta di una matita).
Io le direi di non aver timore di poter avere un bimbo “speciale”: i figli speciali ci rendono genitori altrettanto speciali…glielo posso assicurare.
Spero di averle risposto, rimango a disposizione se desidera, cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Se dopo un'interruzione volontaria della gravidanza il test è positivo, è opportuno effettuare dosaggi consecutivi delle beta-hCG per vedere l'andamento dei valori. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Per avviare una nuova gravidanza dopo un aborto (indotto o spontaneo che sia stato) è necessario che le ovaie riprendano a funzionare: prima che avvenga in genere deve trascorrere almeno un mese. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Poco dopo un aborto, le beta h-CG possono essere rintracciabili nel sangue per alcune settimane, quindi la loro presenza a meno di un mese dall'intervento è probabilmente legata alla gravidanza che si è da poco interrotta e non a una nuova gravidanza. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Dopo meno di due settimane da un'interruzione della gravidanza è davvero improbabile che un rapporto determini un nuovo concepimento. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Le probabilità di avviare una gravidanza nonostante il ricorso a due metodi per evitarla sono scarsissime. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti