S.o.s fratellino in arrivo
A cura di Angela Raimo - Dottoressa specialista in Psichiatria
Pubblicato il 11/02/2019
Aggiornato il 31/03/2026 E' comprensibile che un bambino sia un po' destabilizzato dall'arrivo in casa di un neonato. Ma tutto è destinato a passare: bastano un po' di pazienza e qualche piccola strategia.
Una domanda di: Valentina
Sono la mamma di un bambino di 21 mesi e tra una settimana circa diventerò mamma per la seconda volta di un altro maschietto. Sono un po’ preoccupata per il mio primo bambino perché da circa 5 giorni fa molta fatica ad addormentarsi la sera (spesso è necessaria un’ ora invece dei soliti 10 minuti) e piange o comunque è nervoso quando lo si mette a letto. Si sveglia anche in piena notte piangendo disperato e anche qui è necessario molto tempo prima che si rassereni e dorma di nuovo. Questo comportamento può dipendere dall’arrivo del fratellino? Cosa posso fare per rasserenarlo? Io in effetti gioco molto meno con lui già adesso perché essendo molto attivo mi stanco subito e non riesco a stargli dietro. Contemporaneamente a ciò mi sembra abbia le gengive dei secondi molari gonfie. C’è qualcosa che posso fare per calmarlo? Mi dispiace se dovesse vivere l’arrivo del fratellino come un evento traumatico e vorrei renderglielo il più “soft” possibile. Purtroppo mio figlio non parla molto ( sta crescendo ahimè o per fortuna trilingue) e quindi non riesco a comunicare con lui molto bene. La ringrazio per l’aiuto.

Angela Raimo
Cara mamma,
è senz’altro possibile che il suo bambino sia un po’ destabilizzato dall’arrivo del fratellino e, in particolare, dalla sua minore (anche se comprensibilissima) disponibilità a giocare con lui. Ma stia tranquilla, questi momenti critici con un po’ di pazienza si superano. Quando tornerà a casa dall’ospedale con il neonato, cerchi di coinvolgere il bambino nella sua cura (gli chieda di porgerle il pannolino o la crema) o, comunque, di fargli sentire il più possibile che non viene messo da parte. Quando allatta, ogni volta che è possibile lo tenga vicino, magari raccontandogli la storia di un orsacchiotto che si chiamava … (gli dia lei un nome simile a quello del suo bambino) a cui era arrivato un fratellino orso piccolo piccolo che non sapeva fare altro che piangere, dormire e mangiare ma che giorno dopo giorno cresceva e cresceva e cresceva fino a diventare un orsacchiotto abbastanza grande per poter giocare … Nel frattempo però l’orsacchiotto fratello maggiore aiutava moltissimo la mamma soprattutto giocava con lei in modo che si distraesse e si divertisse: ah come avrebbe fatto la mamma senza il suo orsachiottino più grandicello! Tenga presente che se è vero che questo periodo non sarà per il suo figlio maggiore tra i più sereni è altrettanto certo che dandogli un fratello gli ha fatto uno straordinario regalo. Mi tenga aggiornata, con cordialità.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano A fronte di un disturbo del sonno che peggiora sensibilmente la qualità della vita dell'intero nucleo familiare (incluso, naturalmente, il bambino), in prima battuta è necessario escludere la presenza di un problema di natura fisica, come, per esempio, la celiachia. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Leo Venturelli Un'infezione intestinale può causare disagio a un lattante, il quale, in effetti, proprio per questo può manifestare nervosismo e facile irritabilità per vari giorni. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Il bisogno di toccare i capelli della mamma per rilassarsi esprime anche il desiderio di un contatto intimo e stretto da cui trarre rassicurazione. Meglio non sottrarsi alla richiesta, anche quando accontentarla a volte diventa un peso. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Michela Carmignani Anche a 15 mesi il bambino deve essere contenuto e guidato con un atteggiamento affettuoso, ma deciso, che non lasci spazio a tentennamenti, a cedimenti, a negoziazioni, quando si tratta di rispettare poche regole, semplici e giuste. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Gradualmente è opportuno che un ragazzino già gradicello perda l'abitudine di rilassarsi toccando le orecchie della madre: se ha bisogno di questo rito per addormentarsi o allentare la tensione deve imparare a toccare le proprie. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Angela Raimo Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Elisa Valmori In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane... »
Fai la tua domanda agli specialisti