Sacco vitellino: si deve vedere in 5^ settimana?

Dottor Gaetano Perrini A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 12/06/2023 Aggiornato il 12/03/2026

In linea teorica il sacco vitellino dovrebbe essere visualizzabile con l'ecografia a partire dalla quinta settimana, ma se il concepimento è avvenuto in ritardo rispetto alla data presunta è possibile che non sia individuabile nonostante vada tutto bene.

Una domanda di: Nanda
Ho eseguito una ecografia a 5 settimane e 3 giorni per una leggera perdita ematica di colore chiaro. In ospedale hanno riscontrato la camera gestazionale ma senza il sacco vitellino. Il ginocchio in ospedale mi ha detto che nonostante una ecografia precoce il sacco vitellino si sarebbe dovuto vedere. Ovviamente niente battito. Venerdì ripeterò esame ecografico a distanza di 10 giorni. Sto vivendo un incubo perché mi hanno parlato della possibilità di un uovo chiaro o cieco. È possibile che sia così? Il sacco vitellino si vede sempre a 5 settimane più 3 giorni? Grazie…arrivare a venerdì è un tempo lunghissimo per me. Grazie.

Dottor Gaetano Perrini
Dottor Gaetano Perrini

Gentile signora, il sacco vitellino si evidenzia all’ecografia come una specie di anello allungato (ha una forma ovaloide) posto all’interno della camera gestazionale, entro cui poi prende forma l’embrione. In effetti rappresenta la prima struttura visualizzabile dall’ecografia all’interno della camera gestazionale, si sviluppa circa 15 giorni dopo il concepimento e, di norma, è individuabile con l’ecografo dalla quinta settimana di gravidanza, contando le settimane a partire dalla data di inizio dell’ultima mestruazione. Tuttavia se l’ovulazione fosse avvenuta in ritardo rispetto alla data presunta (che corrisponde a circa metà del ciclo mestruale, quindi al 14° giorno in un ciclo di 28 giorni) è possibile che per visualizzarlo occorra che trascorra almeno un’altra settimana. Purtroppo a questo punto, anche se comprendo la sua ansia, non resta che attendere il passare dei giorni per arrivare al prossimo controllo ecografico. Mi permetto di aggiungere una riflessione: il controllo ecografico dovrebbe essere un mezzo per tranquillizzare le future mamme, uno strumento per assicurare una migliore gestione della gravidanza. Negli ultimi anni invece, a causa della precocità con cui si tende a effettuare le ecografie, sta diventando un presidio ansiogeno, perché, di fatto, un’ecografia eseguita troppo presto (diciamo prima della sesta-settima settimana) può esporre alla delusione di non vedere nulla di tranquillizzante, quando magari va tutto bene. Aspetti con fiducia la prossima ecografia e mi faccia sapere. Cordialmente.

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