Sactosalpinge bilaterale: si può ricorrere alla fecondazione assistita?

Dottor Francesco Maria Fusi A cura di Francesco Maria Fusi - Dottore specialista in Ginecologia Pubblicato il 14/06/2022 Aggiornato il 14/06/2022

La presenza di una malattia che compromette la funzionalità delle tube, come lo è la sactosalpinge, diminuisce le probabilità che la procreazione medicalmente assistita vada a buon fine.

Una domanda di: Ana Maria
Ho 34 anni e dodici anni fa mi è stato fatto un intervento in laparoscopia per estrare il pus prodotto dalla sactosalpinge bilaterale, ma non ho subito l’asportazione delle tube. Dall’ultima ecografia, che ho eseguito lo scorso maggio, si evince che questa infezione è tornata solo sulla tuba sinistra, ma non in stadio così avanzato come 12 anni fa. Mi è stato consigliato di valutare un percorso di fecondazione assistita in quanto tale percorso permette di curare la sactosalpinge. Per anni ho vissuto con l’idea di non poter avere dei figli a causa dell’intervento in laparoscopia che, a dire del medico che lo aveva eseguito, aveva privato le tube della loro normale funzionalità. A suo avviso, non avrei neppure poturo provare la strada della fecondazione medicalmente assistita. Ora sono molto confusa in quanto mi trovo davanti a due soluzioni: asportare tutto compreso l’utero oppure provare la fecondazione assistita. Come può essere contenuta tale infiammazione dalla fecondazione assistita?

Francesco Maria Fusi
Francesco Maria Fusi

Gentile signora, la presenza di una sactosalpinge oltre che rendere impossibile il funzionamento delle tube, rende molto meno probabile il successo della fecondazione assistita per l’infiammazione che ne consegue. Se il desiderio di un figlio è presente, l’iter corretto è quello di ripetere una laparoscopia togliendo entrambe le salpingi, controllare la presenza di una endometrite, cioè infezione cronica all’interno dell’utero, ed eventualmente curarla, e poi rivolgersi alla fecondazione in vitro. Cioè non è l’iter della fecondazione medicalmente assistita che cura e risolve la sactosalpinge: prima di ricorrere alla procedura è necessaria l’asportazione delle tube e la valutazione  della condizione dell’utero. Dopodiché, se necessario, occorre cercare di risolvere un eventuale problema che lo coinvolge. Cordiali saluti.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Le domande della settimana

Piccolissima con coliche ravvicinate: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati.   »

In spiaggia libera cosa può mangiare una bimba di 11 mesi?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Chiara Boscaro

I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti.   »

Fratellino di due anni manesco e prepotente con la sorellina di tre anni: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Angela Raimo

Quando i litigi tra due fratelli molto piccoli diventano ingestibili, serve intervenire in maniera decisa per porvi fine drasticamente. Guai, invece, a trasformarsi in spettatori impotenti.  »

Piccola area di mancato accollamento: è bene stare a casa dal lavoro?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

In caso di un mancato accollamento riscontrato con l'ecografia e non associato ad altri sintomi non c'è alcun bisogno di assentarsi da un tranquillo lavoro d'ufficio.  »

Reflusso importante in una bimba di 4 mesi: meglio anticipare lo svezzamento?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Antonella Di Stefano

In effetti lo svezzamento può aiutare a gestire i sintomi del reflusso, ma non a risolverli né a prevenirli. Di fatto, l'introduzione di cibi solidi può sì ridurre i rigurgiti per gravità, ma non eliminare il problema poiché l'immaturità del meccanismo fisiologico che sta alla base del fenomeno rimane...  »

Fai la tua domanda agli specialisti