Quando le tube sono interessate da un problema, dare inizio a una gravidanza può non essere semplice.
Una domanda di: Graziella Ho da poco effettuato un’isterosalpingografia perché dopo due
anni di tentativi mirati non sono riuscita a restare incinta. Dopo l’esame
il medico mi disse che se entro 4 mesi non fossi rimasta incinta avrei dovuto sottopormi a
fecondazione in vitro. Vorrei capire se questa condizione riscontrata può
essersi formata dopo la mia prima gravidanza oppure è congenita ( la prima
gravidanza è arrivata subito). Le allego il referto, potrebbe spiegarmi in
poche parole cosa significa e se ho qualche speranza di una gravidanza
naturale? Grazie.
Francesco Maria Fusi
Gentile signora,
una sactosalpinge è il risultato di un evento infettivo/infiammatorio pelvico. Il problema è che può dare fastidio anche per una fecondazione in vitro. L’iter più corretto prevederebbe l’esecuzione di una laparoscopia, con valutazione anche dell’altra tuba, e, se la tuba è effettivamente malata, occorrerebbe procedere alla salpingectomia (asportazione) prima di una fecondazione. L’alternativa è quella che le hanno proposto: vedere se resta in gravidanza, naturalmente o con una fecondazione, e procedere alla laparoscopia in caso di fallimento. Con cordialità.
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Se il referto di un'indagine risulta incompleto o poco chiaro, è consigliabile esporre i propri dubbi al medico che ha effettuato l'esame in quanto è l'unico che può chiarirli. »
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