Il lasso di tempo che intercorre tra l'assunzione di un cibo contaminato e l'eventuale comparsa di sintomi da intossicazione dipende dal tipo di agente infettivo coinvolto.
Una domanda di: Pina Mia sorella ha consumato per sbaglio una confezione di salmone affumicato scaduto a ottobre, che per sbaglio era rimasto nel frigorifero. Non aveva né odore né colore sgradevole, tanto che si è accorta che era scaduto solo quando ha buttato la busta. Sono passate 24 ore. Entro quanto si potrebbero manifestare sintomi di infezione? E in assenza di sintomi si può stare tranquilli? Si può fare qualcosa in via preventiva?
Grazie.
Fabrizio Pregliasco
Gentile signora,
i sintomi di un'intossicazione intestinale possono comparire a distanza di poche ore o anche di uno o più giorni dal momento dell'assunzione del cibo avariato, a seconda del tipo di agente infettivo contaminante. I sintomi più comuni sono vomito e diarrea, malessere generale, raramente rialzo della temperatura. Se sua sorella è incinta è opportuno che, nel caso comparissero le manifestazioni, contatti il suo ginecologo. In caso di sintomi gravi, che tendono a protrarsi, bisogna comunque consultare il medico, anche al di fuori di una gravidanza. Come prevenzione in senso stretto non c'è nulla, può comunque essere opportuno idratarsi il più possibile bevendo acqua a piccoli sorsi. Ancora una volta desidero ricordare di controllare sempre le scadenze degli alimenti confezionati prima di consumarli. Cordialmente.
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