Quando le perdite di sangue si protraggono per alcuni mesi dopo il parto, esiste la possibilità che sia comparsa un'anemia da carenza di ferro che si può accertare mediante un semplice esame dell'emocromo.
Una domanda di: Sonia Salve dottoressa,
ho partorito a novembre e da quel momento ho allattato esclusivamente al seno e su richiesta della mia bambina. Da quel momento in avanti ho sempre
avuto perdite da abbondanti a meno, con colore diverso andando avanti col tempo. Da una settimana circa e siamo a fine gennaio terminano e per una
settimana o poco più non ho più nulla per poi adesso ritornare a perdite rosso vivo. Al controllo post parto dell’ utero e di tutto l’apparato post parto sono
pulita. Ma addirittura avevo saputo che avrei dovuto fare attenzione per rapporti sessuali visto che sarebbero potute non esserci mestruazioni. Non
riesco a capire cosa sta succedendo.
Grazie.
Elisa Valmori
Salve signora,
mi pare davvero strano che con un allattamento esclusivo al seno e per di più a richiesta le sue perdite si siano protratte così a lungo.
Lei non mi ha precisato se abbia partorito a inizio o fine di novembre, ma ormai siamo a febbraio quindi almeno due mesi di sicuro sono già trascorsi dal suo parto. D’accordo, alla visita hanno detto che lei era “pulita” ma io davvero non mi spiego come mai lei continui a perdicchiare (mi perdoni il termine…per rendere l’idea di perdite non emorragiche che però si protraggono nel tempo più dell’atteso).
Magari le è già tornato il capoparto e d’ora in avanti vedrà tornare il ciclo puntuale come prima (e magari anche più di prima!) ma mi pare un po’ presto visto che la sua bimba ha solo tre mesi di vita.
Dato che non ne ha fatto cenno, immagino le sue perdite siano sempre state prive di cattivi odori (altrimenti potremmo sospettare che nell’utero siano rimaste delle membrane o dei residui di materiale placentare) e che non le sia mai venuta la febbre (attenzione a provare la temperatura all’inguine e non sotto l’ascella quando si è in allattamento!)…fatto sta che potrebbe anche essersi anemizzata nel frattempo!
Se riesce a farsi prescrivere dal Curante un semplice esame dell’emocromo, riusciamo a capire se è utile che lei assuma del ferro per compensare tutte queste perdite.
Riguardo ai rapporti sessuali, direi che è utile confrontarsi con l’ostetrica o la ginecologa di fiducia così da valutare insieme come riprenderli senza angoscia di rimanere nuovamente incinta.
Per quanto mi riguarda, sono molto affezionata ai metodi naturali che si possono applicare molto bene anche in allattamento e quindi con cicli irregolari. Mi riferisco ai metodi sintotermico (tipo CAMEN o tipo Roetzer ad esempio) e al metodo dell’ovulazione Billings.
I sintomi da osservare sono semplici ma molto accurati nel rilevare gli effetti delle modificazioni ormonali indotte dagli estrogeni e dal progesterone. Vedrà che saranno una bella scoperta per lei e per la vostra coppia: ve lo auguro di cuore!
Spero di averle risposto, ad ogni modo resto a disposizione.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Scoppiare in lacrime nelle prime settimane dopo il parto è un'eventualità frequente che non deve spaventare: per superare i momenti di crisi è davvero utile appoggiarsi a chi sta accanto e anche, se possibile, frequentare altre neo mamme. »
I trattamenti con ozonoterapia per far sparire i capillari danneggiati che si evidenziano sulla pelle sono consentiti in allattamento, mentre non è considerato opportuno effettuarli durante la gravidanza. »
La comparsa di perdite giallastre è frequente anche dopo un certo periodo dal parto. Non preoccupano se non hanno un odore spiacevole e non sono associate a sintomi. »
In effetti l'assunzione di farmaci antiinfiammatori non steroidei (FANS) può favorire i sanguinamenti, tuttavia è sempre meglio, in caso di perdite abbondanti, effettuare un controllo. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »