Può capitare che si verifichi un sanguinamento per varie settimane dopo essersi sottoposte a un'interruzione volontaria della gravidanza. Ma se il sintomo continua a manifestarsi è opportuno effettuare un controllo dal ginecologo di fiducia.
Una domanda di: Carmela Sono una ragazza di 27 anni con tre figli alle spalle, ho eseguito una IVG il 7 agosto ho espulso sia la camera e sia il sacco vitellino, alla dimissione mi hanno detto che avevo espulso il tutto. Il 16 agosto ho espulso dei coaguli di sangue molto grandi ho avuto tipo un ciclo emorragico, dopo circa 15 giorni mi è rivenuta la stessa cosa, ho fatto un controllo ecografico il 27 agosto e mi hanno detto che avevo ancora del materiale da espellere e, facendo il controllo, loro hanno notato che si è formata una cisti che andrà via quando mi verrà il ciclo: sono molto preoccupata e mi chiedo se sia normale tutto questo. Riuscirò ad uscirne da questa situazione, anche perché ho 3 bambini piccoli da badare … Le sarei grata se risponderà.
Dottor Gaetano Perrini
Cara signora,
quanto da lei riferito appare comune dopo la procedura a cui si è sottoposta. Se però il sintomo che riferisce si protrae, effettui un test di gravidanza per verificare che non siano rimasti piccoli frammenti di materiale all’interno della cavità uterina: l’ideale è effettuare il dosaggio nel sangue dell’ormone beta-hCG. Si tratta più che altro di uno scrupolo, visto che di solito con la mestruazione successiva tutto ritorna alla normalità. In merito poi alla formazione cistica, accerti con lo specialista di fiducia, anche attraverso una nuova ecografia, che la situazione sia davvero legata alla recente IVG. Cordialmente.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se dopo un'interruzione volontaria della gravidanza il test è positivo, è opportuno effettuare dosaggi consecutivi delle beta-hCG per vedere l'andamento dei valori. »
Per avviare una nuova gravidanza dopo un aborto (indotto o spontaneo che sia stato) è necessario che le ovaie riprendano a funzionare: prima che avvenga in genere deve trascorrere almeno un mese. »
Poco dopo un aborto, le beta h-CG possono essere rintracciabili nel sangue per alcune settimane, quindi la loro presenza a meno di un mese dall'intervento è probabilmente legata alla gravidanza che si è da poco interrotta e non a una nuova gravidanza. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »