Sanguinamento di odore spiacevole dopo un’IVG
A cura di Gaetano Perrini - Dottore specialista in Ginecologia
Pubblicato il 17/12/2021
Aggiornato il 01/04/2026 Dopo un'interruzione spontanea della gravidanza può accadere che si verifichi un sanguinamento per alcuni giorni, senza che questo sia necessariamente segno di qualcosa che non va, tuttavia se le perdite sono maleodoranti un controllo si impone.
Una domanda di: Annalisa
Volevo porle una domanda. Il 15/11/21 ho effettuato una ivg (interruzione volontaria di gavidanza). Inizialmente ho avuto delle perdite che si sono bloccate e poi sono ritornate. Il 30/11 ho fatto la visita di routine dove mi è stato detto che l’utero si era ripulito dai residui rimasti. Dal 30/11 e fino al 6/12 non ho avuto altre perdite per poi iniziare il 7/12 con dolori al basso ventre e sanguinamento. Da allora il sanguinamento non si è mai arrestato. Non ho grandi quantità di fuoriuscite dì sangue come nei primi cinque giorni ma ad ogni rapporto con il mio ragazzo accade che ci siano durante e dopo (non ho dolori nei rapporti né fastidì) solo questo sangue che tra l’altro è maleodorante. Prima della gravidanza il mio ciclo è stato sempre regolare. Attendo risposte, saluti.

Dottor Gaetano Perrini
Buongiorno signora, dopo aver effettuato un’interruzione di gravidanza che per quel che mi descrive credo sia stata chirurgica è normale avere un periodo di assestamento all’interno della cavità dell’utero, nel quale la mucosa endometriale gradualmente recupera le sue caratteristiche fisiologiche. In questo periodo però possono esserci perdite legate a piccoli residui che possono essere rimasti all’interno della cavità uterina che lentamente si sfaldano e fuoriescono. E’ buona norma in ogni caso se persiste tale sintomatologia effettuare un tampone vaginale con una eventuale terapia specifica, qualora siano presenti dei germi (il fatto che le perdite siano maleodoranti rende necessario un controllo). Cordiali saluti.
Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.
Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto
Sullo stesso argomento
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Se dopo un'interruzione volontaria della gravidanza il test è positivo, è opportuno effettuare dosaggi consecutivi delle beta-hCG per vedere l'andamento dei valori. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Per avviare una nuova gravidanza dopo un aborto (indotto o spontaneo che sia stato) è necessario che le ovaie riprendano a funzionare: prima che avvenga in genere deve trascorrere almeno un mese. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Poco dopo un aborto, le beta h-CG possono essere rintracciabili nel sangue per alcune settimane, quindi la loro presenza a meno di un mese dall'intervento è probabilmente legata alla gravidanza che si è da poco interrotta e non a una nuova gravidanza. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Gaetano Perrini Dopo meno di due settimane da un'interruzione della gravidanza è davvero improbabile che un rapporto determini un nuovo concepimento. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Le probabilità di avviare una gravidanza nonostante il ricorso a due metodi per evitarla sono scarsissime. »
Le domande della settimana
Gli Specialisti Rispondono
di Dottor Claudio Ivan Brambilla Le possibili ragioni di un'irregolarità mestruale sono numerose: per individuare quale tra queste è responsabile di un ritardo serve un controllo ginecologico ed eventualmente i dosaggi ormonali che si effettuano con lo specifico esame del sangue. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Antonella Di Stefano Non esiste una cura specifica per le coliche dei piccolissimi, che comunque non sono considerate una vera e propria malattia, infatti non è mai stata dimostra in modo scientificamente convincente l'efficacia dei preparati che di solito vengono utilizzati. »
Gli Specialisti Rispondono
di Dottoressa Chiara Boscaro I cibi da proporre in spiaggia sono numerosi, quindi sotto questo profilo c'è solo l'imbarazzo della scelta. Una grande attenzione va invece posta all'igiene e alla conservazione degli alimenti. »
Fai la tua domanda agli specialisti