Dopo l'esecuzione del pap test, la comparsa di piccole perdite di sangue anche associate a fitte al basso ventre non deve allarmare e non richiede di rivolgersi al pronto soccorso. In genere, la situazione si risolve nell'arco di 48 ore.
Una domanda di: Veronica Sono un po’ preoccupata: ieri ho eseguito la prima visita di controllo in gravidanza e mi è stato fatto anche il pap test, sono stata avvisata del fatto che avrei potuto avere delle perdite e che non mi sarei dovuta preoccupare, però il fatto è che l’ho già fatto in passato e non era mai accaduto questa volta, invece ho iniziato ieri sera dopo il test ad avere perdite rosate e questa mattina ho perdite un pochino più abbondanti di colore marrone e ho delle fitte, anche se sopportabili, al basso ventre. Vorrei capire se devo allarmarmi e se non è così sapere almeno per quanto tempo potrebbero protrarsi queste perdite. Grazie anticipatamente per la risposta.
Elisa Valmori
Salve signora, confermo che non è il caso di allarmarsi se vede delle piccole perdite ematiche a seguito dell’esecuzione del pap test. Indicativamente, sia le perdite ematiche che dei leggeri dolorini al basso ventre dovrebbero esaurirsi il giorno stesso del prelievo o comunque entro 48 ore. Qualora persistano, è utile che lei chieda consiglio al Curante su come meglio procedere. Tenga presente che in gravidanza il collo dell’utero è molto più irrorato di sangue rispetto al solito: per questo ora lei ha notato le perdite che in passato mai si erano verificate. Non è opportuno recarsi in pronto soccorso a meno che le perdite ematiche siano consistenti come una mestruazione (ossia richiedono di indossare un assorbente piuttosto che un salva-slip). Il colore delle perdite ci rincuora: perdite rosate o rosso vivo sono indicative di un sanguinamento in atto, viceversa delle perdite di colore marrone sono espressione di sanguinamento ormai di vecchia data, che si presume stia per concludersi. Quanto all’esecuzione del Pap test in gravidanza, di solito si evita di effettuarlo nel primo trimestre e poi, per quanto mi riguarda, lo propongo solo se non fosse mai stato effettuato in precedenza oppure fossero trascorsi già alcuni anni dall’ultimo esame. Chiaramente, se in passato ci fossero state delle lesioni correlate al Papillomavirus, anche in gravidanza sarebbe indicato monitorarle ed eventualmente sottoporre la paziente a colposcopia con biopsia mirata perché la malattia non proceda indisturbata. Mi auguro di averle risposto in modo esaustivo, rimango comunque a disposizione se desidera, cordialmente.
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