Sbadigli nel sonno: è normale che accada?
Durante il sonno, lo sbadiglio non è immediatamente giustificabile. Per comprendere perché un bimbo sbadiglia dormendo, occorre prendere in considerazione vari aspetti.
Una domanda di: Simona
Mio figlio di 6 anni e mezzo di notte quando dorme sbadiglia esattamente come prima di addormentarsi, lo fa più volte durante la notte, è normale? A cosa è dovuto? E soprattutto va comunque nel sonno REM, che permette il riposo profondo? Grazie.

Francesco Peverini
Cara mamma, alcune teorie hanno tentato di spiegare la ragione evolutiva primaria dello sbadiglio. Nessuna di esse è stata completamente provata; due sembrano le cause principali che lo determinano. La prima afferma che lo sbadiglio si verifica quando il sangue contiene quantità elevate di anidride carbonica – CO2 – così che il movimento compiuto dalla bocca “di prendere più aria” potrebbe servire a compensare questa lieve anomalia, inalando più ossigeno. La seconda teoria sostiene che sbadigliando è possibile controllare la temperatura del cervello, esattamente come la ventolina si aziona all’interno del computer per raffreddarlo. Il movimento di sbadigliare mette in moto molti muscoli, della mandibola, delle labbra, della lingua, le narici, le palpebre, le sopracciglia, anche braccia e gambe e poi, internamente, le strutture respiratorie. Un gruppo di ricercatori ha recentemente avanzato l’ipotesi che starnuti e sbadigli possano consentire brevi periodi di fisiologico riposo al cervello. Chi respira con il naso potrebbe infine essere meno affetto dalla necessità di sbadigliare. Da ultimo, dobbiamo ricordare che un bambino (più di un adulto) manifesta spesso con lo sbadiglio un problema di sonno. Ma nel sonno sembrerebbe inutile sbadigliare, ma senza una video-polisonnografia è arduo considerare in quale fase di sonno il suo bambino possa farlo. Di conseguenza, non possono essere chiare le ragioni che possano spiegare l’accadimento. Suggerisco di verificare che il bambino porti a termine ogni giorno un buon sonno in quantità e qualità, che non coesistano patologie respiratorie in grado di compromettere indirettamente il sonno (russamento ed apnee); di considerare poi il senso di affaticamento generale del bambino, pregressi episodi di sonnambulismo (che non è semplicemente e solo l’immagine del bambino che cammina dormendo) o di bruxismo (digrignare i dentini durante il sonno). Come sempre, ricordo che di tutto ciò è indispensabile parlarne con il pediatra di fiducia, che le consiglio di consultare spiegandogli bene la situazione. Sarà poi lui eventualmente a indirizzarla a un centro del sonno dove potranno approfondire la situazione. Mi tenga aggiornato, se lo desidera. Con cordialità.
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