Secchezza e microlesioni vaginali a tre mesi dal parto

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 18/12/2024 Aggiornato il 27/02/2026

La secchezza vaginale così come altri piccolu fastidi che interessano l'area genitale tendono a risolversi con la ripresa dell'attività ovarica che se si allatta può avvenire dopo alcuni mesi dal parto.

Una domanda di: Roberta
Salve, ho partorito quasi 3 mesi fa. Parto naturale con episiotomia e lacerazione.
Mi sono ripresa abbastanza velocemente ma da circa 15 giorni ho iniziato ad accusare fastidio/dolore in zona vaginale e, dopo la visita ginecologica, mi
è stato detto che ho microlesioni vaginali dovute probabilmente alla secchezza causata dal calo di estrogeni in allattamento. Ho usato
fitostimoline crema ma non è che abbia avuto granfi risultati. Le mie domande sono:
è normale questa situazione? Cosa potrei fare per stare definitivamente meglio? Tornerò come prima del parto?
Tra l’altro ho anche un problema di emorroidi che non rientrano. Non ho dolore ma il fatto che nn riescano a rientrare mi crea ansia (ho già usato creme
e supposte di cortisine-interrotte in quanto sto allattando). Sarei felice di avere un consiglio anche su questo.
Grazie mille.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora mamma, capisco la sua preoccupazione per tanti piccoli disturbi che si sommano in una fase della vita in cui si vorrebbe essere al top della forma per poterci prendere cura dei nostri piccoli…
A mio parere può essere una buona idea che lei chieda di essere visitata in consultorio da un’ostetrica in quanto sono proprio loro che si occupano del pavimento pelvico e dei suoi possibili acciacchi dopo il parto (e non solo!).
In consultorio la valutazione dovrebbe essere persino gratuita, quindi a parte la fatica di organizzarsi con un bimbo/a piccolo, credo sia davvero un’occasione da sfruttare.
Rispetto alle microlesioni vaginali e alla secchezza, dal momento che immagino il problema si ponga soprattutto in occasione dei rapporti, potrebbe valere la pena di utilizzare dei lubrificanti (ad esempio Lubrivit della VEA, a base di ingredienti naturali e vitamina E).
In allattamento è abbastanza comune questa condizione di secchezza: avendo lei partorito da poco, le sue ovaie si presume siano ancora inattive e lei non sia già ritornata fertile.
Diciamo che almeno per i primi sei mesi dopo il parto è facile che le cose si mantengano così.
Dopo i sei mesi, iniziando lo svezzamento, facilmente lei noterà un ritorno alla fertilità e anche la secchezza vulvare/vaginale sarà certamente minore.
Lei si chiede se tornerà come prima del parto. Direi che si torna come prima e anche più di prima!
Nel senso che con un piccolo a cui badare può essere che i rapporti non abbiano più la frequenza degli inizi, saranno facilmente più diradati ma certamente ancor più desiderati. I figli non tolgono nulla all’intimità di coppia, semmai ravvivano il desiderio.
A proposito di desiderio, in allattamento solitamente non si ha solo l’impaccio della secchezza ma anche quello della libido praticamente azzerata.
Ed anche questo è fisiologico. Siamo a tal punto immerse nella cura dei nostri piccoli che quasi ci scordiamo di avere un uomo che ci desidera anche fisicamente. Quindi occorre vincere un po’ di resistenza da parte nostra e anche per i compagni sarà una buona idea non entrare a gamba tesa (come si suol dire) ma avere la pazienza di dare spazio ai preliminari, senza fretta…
Le emorroidi che faticano a rientrare sono anch’esse parte della riabilitazione del pavimento pelvico che immagino l’ostetrica le proporrà.
Quanto al trattamento, le segnalo che tutte le pomate sono compatibili con l’allattamento (preparazione H, Proctosol, Proctolyn…) e persino il Daflon compresse è perfettamente compatibile (è un vasoprotettore, in compresse da 500 milligrammi, da assumere in fase acuta nel dosaggio di 2 compresse per 3 volte al giorno, nel suo caso immagino si possa iniziare con 1 compressa mattino e sera), così come lo erano le supposte di cortisone.
Inoltre sarebbe interessante sapere se lei riesce a scaricarsi regolarmente e se fa fatica o meno. Di solito in presenza di emorroidi si cerca di mantenere le feci più morbide, arricchendo la dieta di acqua e fibre (alimenti integrali, prugne secche, kiwi, mele cotte…) e, casomai non dovesse bastare, assumendo integratori quali la fibra di Psyllium (ad esempio Psyllogel bustine) oppure il Macrogol (lassativo osmotico, richiama acqua nelle feci e velocizza il transito).
Un ultimo accorgimento per facilitare l’evacuazione: si può posizionare un piccolo rialzo (uno sgabellino di quelli che aiutano i bimbi a raggiungere il lavandino per intenderci) quando si siede sul water, di modo da avere le gambe più piegate…provare per credere!
Spero di averle risposto e di averla rassicurata, cordialmente.

Il parere dei nostri specialisti ha uno scopo puramente informativo e non può in nessun caso sostituirsi alla visita specialistica o al rapporto diretto con il medico curante. I nostri specialisti mettono a disposizione le loro conoscenze scientifiche a titolo gratuito, per contribuire alla diffusione di notizie mediche corrette e aggiornate.

Se non trovi la risposta al tuo quesito, fai la tua domanda ai nostri specialisti. Ti risponderemo prima possibile. Fai una domanda all’esperto

Sullo stesso argomento

Dolore addominale post-trauma: e se fossi incinta?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se c'è la possibilità di essere in gravidanza e si è subito un trauma all'addome è consigliabile rivolgersi a un pronto soccorso ostetrico.   »

Fibromialgia: può dare doloretti a livello vaginale?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Francesco De Seta

Una volta esclusa la presenza di infezioni, è verosimile che i fastidi avvertiti a livello della vagina possano essere in relazione con la fibromialgia. Spetta comunque allo specialista curante stabilire se è proprio così.   »

Progesterone prescritto dopo un’isteroscopia: a cosa serve?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Augusto Enrico Semprini

La ragione delle scelte terapautiche e delle prescrizoni di prodotti medicinali deve essere chiesta al medico che le ha decise.   »

Perdite rosa a inizio gravidanza: si deve andare in ospedale?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

Se le perdite di sangue sono di modesta entità non occorre recarsi al pronto soccorso, ma si può attendere la normale visita di controllo, se fissata a breve.   »

Contrazioni uterine e ansia

Gli Specialisti Rispondono di Professoressa Anna Maria Marconi

Se le contrazioni non sono efficaci, cioè non stimolano la cervice ad accorciarsi si può stare tranquille.   »

Le domande della settimana

Tonsille di nuovo arrossate dopo una cura con antibiotico: che fare?

Gli Specialisti Rispondono di Professor Giorgio Longo

Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico.   »

Bimba di 3 anni e mezzo che ha paura di fare la cacca nel vasino o nel water

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Roberta Levi

Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere.   »

Piccolissima con reflusso che non passa nonostante il farmaco

Gli Specialisti Rispondono di Dottor Stefano Geraci

Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata.   »

Piccola area di mancato accollamento che non si risolve: perché?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Elisa Valmori

A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare.   »

Ectropion in gravidanza: c’è da preoccuparsi se sanguina?

Gli Specialisti Rispondono di Dottoressa Sara De Carolis

Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza.   »

Fai la tua domanda agli specialisti