A 35 anni, dopo una prima gravidanza andata a buon fine le probabilità di averne una seconda che si conclude felicemente sono buone. E questo vale nonostante si siano già verificati due aborti.
Una domanda di: Emanuela Salve, compirò 35 anni a giugno, ho una bellissima bimba di quasi 3 anni e vorrei tanto darle una sorellina o fratellino, ma non riesco a capire cosa succede. Ho avuto una seconda gravidanza nel 2025 terminata con una interruzione volontaria ad ottobre per trisomia 21 e cardiopatia. Abbiamo iniziato a riprovarci a gennaio e questo mese ho avuto una biochimica terminata a 5 settimane spontaneamente. Il ginecologo mi ha fatto dei tamponi per escludere che ci fossero infezioni, ma la mia domanda è: ha ancora senso provarci o devo rinunciare? Cosa non sta più funzionando in me?
Augusto Enrico Semprini
Cara Emanuela,
sono quasi certo che la prossima gravidanza avrà buon decorso. Perché non abbia l'idea di un ottimismo infondato, la informo che la possibilità di avere tre aborti consecutivi alla sua età è una su 294. Quindi la prossima volta dovrebbe finalmente essere il suo turno di avere un'altra bella gravidanza che vada felicemente a termine. La prego di tenermi aggiornato per... darmi ragione. Con cordialità.
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Per compensare la difficoltà dell'organismo di utilizzare l'acido folico (espressa dall'omocisteina alta), si deve assumere il metilfolato, che è la forma attiva della vitamina. Ma se dopo 15 mesi di tentativi la gravidanza non si annuncia, è opportuno rivolgersi a un centro specializzato. »
Una coppia giovane può attendere un anno prima di rivolgersi a un centro per la diagnosi e la cura dell'infertilità, ma se nove mesi di tentativi non andati a buon fine sono fonte di grande stress può, senza dubbio, farlo prima. »
Se la gravidanza non si annuncia dopo un lunghissimo periodo di tentativi, è più che opportuno rivolgersi a un Centro per la procreazione medicalmente assistita (PMA) per effettuare tutti i controlli del caso e poi analizzare le opzioni proposte dagli specialisti. »
A fronte di infezioni che hanno una relazione con lo squilibrio del microbiota l'antibiotico impiegato in più cicli può alterare ulteriormente la situazione. »
Non si deve avere fretta di ricorrere a cure farmacologiche ogni volta che le tonsille si arrossano, soprattutto se il bambino ha da poco affrontato una terapia con antibiotico. »
Ci sono alcuni consigli da seguire per aiutare un bambino a rinunciare al pannolino. Tra questi, il più importante è forse quello di favorire la formazione di feci morbide e, quindi, facili da espellere. »
Oltre a somministrare un farmaco contro la malattia da reflusso (che deve necessariamente essere prescritto dal pediatra), per limitare il fenomeno è opportuno seguire alcuni accorgimenti, tra cui cercare di rallentare il tempo della poppata. »
A volte è necessario che trascorra più tempo affinché ogni più piccola anomalia si risolva. Quello che conta è comunque che il feto sia vitale e cresca a un ritmo regolare. »
Non c'è alcun rischio né per la futura mamma né per il feto se la "piaghetta" (ectropion) sanguina, eventualità frequente proprio durante la gravidanza. »