Sensi di colpa dopo aver perso la pazienza

Dottoressa Luisa Vaselli A cura di Luisa Vaselli - Dottoressa specialista in Psicologia Pubblicato il 17/05/2018 Aggiornato il 15/05/2026

Non c'è da fustigarsi se qualche volta capita di alzare la voce davanti a capricci e disobbedienze. A irritazione svanita, basta spiegare con dolcezza al bambino il perché del rimprovero e del tono acceso.

Una domanda di: Rosalia
Sono mamma di due gemellini di 16 mesi. Sinceramente non ho grosse difficoltà, me la cavo abbastanza bene, l’unica cosa che mi causa un conflitto interiore è il modo in cui dovrei rimproverare i miei piccoli. Mi spiego meglio. Di solito cerco di spiegare loro perché una cosa deve o non deve essere fatta, alzo appena la voce quando serve e il più delle volte mi ascoltano. Però ci sono state due /tre volte in cui la voce l’ho alzata veramente tanto. La prima volta Sofia, tirando uno strofinaccio, ha rovesciato per terra il tegame con i legumi che avevo preparato per loro. La seconda, mentre cambiavo Christian, si è arrampicata pericolosamente sul box doccia, la terza, pochi giorni fa, davanti all’ennesimo rifiuto della pappa, ha rovesciato l’acqua del biberon sul seggiolone…e io l’ho sgridata. Ogni volta mi ha guardata e poi è scoppiata in un pianto a dirotto, mi ha abbracciata e io mi sono sentita male per aver alzato così la voce. Come posso farle capire che ci sono situazioni dove, se non mi ascolta, può farsi anche molto male? Premetto che prima di arrivare a quel punto ho cercato di farle capire in tanti modi che “non si fa”, ma non è servito. È giusto alzare la voce con bambini così piccoli? Grazie.

Luisa Vaselli
Luisa Vaselli

Cara mamma,
per prima cosa non bisogna colpevolizzarsi se ogni tanto scappa la pazienza.
Siamo esseri umani ed è giusto che anche i nostri piccoli capiscano che ciò può succedere, in particolare nelle situazioni pericolose. Perdendo noi la pazienza concediamo anche a loro di poterla perdere. Fatta questa premessa bisogna considerare che loro ci provano con ogni mezzo a evitare di essere sgridati o rimproverati e contestualmente cercano di capire quali sono i loro confini, fino a che punto possono spingersi. Il no fermo con spiegazione, che da quanto ho capito sta utilizzando è la tecnica migliore. Questo non significa però che loro accetteranno di buon grado la regola, quindi è facile che le cose si debbano ripetere più e più volte. Quando si perde la pazienza e si alza la voce, facendo piangere il bambino, si può dire: “Capisco che sei triste perché ti ho sgridato, ma hai fatto una cosa che non si fa”. I nostri piccoli sono competenti e comprendono ogni nostro stato d’animo, perfino i nostri sensi di colpa, sui quali imparano velocemente a fare leva. Quando perde la pazienza ricordi sempre che non è una colpa, ma solo una conseguenza della nostra appartenenza al genere umano. Si può perdere la pazienza e si può alzare la voce, stia tranquilla che non è questo che può creare turbe nei nostri piccoli. L’importante è eventualmente chiedere scusa quando si esagera, senza fustigarsi o sentirsi spregevoli, solo per passare netto e chiaro il messaggio che davanti a certi comportamenti anche la pazienza della mamma può scappare via. . Fondamentale è rimanere fermi nelle nostre posizioni quando li sgridiamo, o diamo loro un piccolo castigo. Tra gli errori educativi più grandi c’è infatti quello di trasformare i no in sì, specie se su suggerimento del senso di colpa (sempre pessimo consigliere) o del timore di essere troppo severi. Se si impone una regola, semplice e giusta come lo sono le sue regole, è corretto esigere che venga rispettata con determinazione (e anche, qualche volta, perdendo la pazienza). Con cordialità.

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