Senso di colpa dopo una scelta difficile
A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia
Pubblicato il 16/11/2020
Aggiornato il 04/03/2026 Pensare e ripensare a un passo già compiuto di cui ci si è pentiti serve solo a farsi del male.
Una domanda di: Pasqualina
Salve, dottoressa.
È da 5 mesi che ho interrotto la gravidanza a causa della mia ansia. Quando ho fatto ivg farmacologico ero a fine 5a settimana.
Il ginecologo quando mi fece l’ecografia a 5 + 3, settimane mi disse che non si vedeva nulla, solo una piccola camera gestazionale vuota e beta-hCG a 6000. Inoltre nelle pareti dell’utero vi era una chiazza di sangue. È normale tutto ciò? Non vivo più da allora la mia vita si è fermata da allora non riesco a capire e cercare una giustificazione al mio folle gesto. La prego di rispondermi, un caro saluto.

Elisa Valmori
Cara signora, vorrei poterle fare arrivare un abbraccio attraverso la rete…mi dispiace per quello che le è accaduto e per come sta vivendo ora!
Sicuramente l’ansia è un “bel” fardello con cui fare i conti per tutta la vita, mi auguro però che lei sia accompagnata da persone competenti (e umanamente accoglienti) per tenerla a bada e permetterle di cogliere tutto il positivo che nella vita c’è anche se a volte non siamo più capaci di vederlo.
La gravidanza che ha interrotto farmacologicamente forse si sarebbe comunque fermata…capita più spesso di quanto non si creda. Anche se le beta erano corrispondenti all’epoca di gravidanza (ossia 5 settimane), non si vedeva ancora l’embrione dentro la camera gestazionale…forse qualcosa non stava andando per il meglio e inconsapevolmente lei ha agito di conseguenza, credo che ritornare sulle ragioni del suo gesto sia il modo migliore per farsi male sempre e di nuovo, quasi un tentativo di espiare una colpa auto-punendosi. Per chi ha fede, nessuno di questi bimbi va mai perduto: sono già al sicuro in Paradiso. Inoltre, lei che è passata da questa vicenda dolorosa, potrà nel tempo aiutare altre donne a scegliere il meglio per sé e i loro figli…
Capisco di averle risposto più sul piano umano che su quello medico-scientifico ma ho l’impressione che la sua domanda sconfini il mio ambito e richieda una riflessione più ampia. Spero di averla aiutata, resto a sua disposizione se desidera, cordialmente.
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