Sertralina e Venlafaxina in gravidanza: il bambino ne potrà risentire a distanza di tempo?

Dottoressa Elisa Valmori A cura di Elisa Valmori - Dottoressa specialista in Ginecologia Pubblicato il 05/08/2025 Aggiornato il 27/05/2026

I principi attivi sertralina e venlafaxina, utilizzati in caso di depressione, sono sicuri in gravidanza e non lasciano strascichi nel nascituro.

Una domanda di: Elena
Gentilissima,
mi trovo a 4 mesi e mezzo di gravidanza. Sono in terapia con LITIO 83 mg 1+1/2cp e l'SSRI SERTRALINA 50 mg, entrambi iniziati dopo il primo trimestre per una depressione grave insorta durante la gravidanza ottenuta con PMA e relative cure ormonali prolungate. A consigliarmi la terapia è stata una psichiatra, ponderando rischi e benefici. Mi ha rassicurato rispetto al fatto che è pressoché azzerato il rischio che si formi una malformazione a una valvola cardiaca a causa del litio per il fatto che lo ho iniziato appunto nel secondo trimestre. Sono consapevole che gli SSRI o SNRI possono procurare dei rischi di sindrome da sospensione nel neonato. Non mi è chiaro se però queste terapie possono procurare degli EFFETTI A LUNGO TERMINE nello sviluppo del bambino (renali? neurologici? cognitivi?) e se questo viene rilevato dagli studi e dalla casistica seguita dai pediatri. Mi chiedevo lo stesso anche per il farmaco VENLAFAXINA, farmaco a cui vorrei chiedere di poter appigliarmi in caso che il mio stato perduri. Sto cercando di guarire con tutte le mie forze, ma allo stesso tempo non voglio far danni. Grazie molte per quanto potrete dirmi, un cordiale saluto.

Elisa Valmori
Elisa Valmori

Salve signora, per quanto riguarda il litio siamo al riparo da effetti collaterali sul nascituro se la litiemia materna non supera la soglia dello 0,8 (cosa difficile in gravidanza dato che i reni eliminano i farmaci con grande efficienza). Per quanto riguarda la sertralina ma anche la venlafaxina sono lieta di dirle che NON causano sintomi di astinenza al neonato ma semmai qualche sintomo transitorio classificabile come cattivo adattamento alla nascita. In pratica, richiedono un monitoraggio più premuroso da parte del neonatologo ma non lasciano strascichi a distanza di sorta. In allattamento, oltre a sertralina e venlafaxina, si potrà eventualmente sostituire il litio con Depakin (acido valproico, sconsigliato in gravidanza) ma dato che l'indicazione terapeutica è stata una depressione, presumo saranno sufficienti sertralina o venlafaxina in monoterapia (a patto che si impieghi il dosaggio corretto, naturalmente). Lei ora è circa a metà della gravidanza, sono fiduciosa che in questi mesi ritroverà l'equilibrio necessario per affrontare non solo il parto ma anche diventare mamma a tutti gli effetti...la più bella avventura per noi donne! Spero di averle risposto e di averla rincuorata, in ogni caso si tenga stretta la psichiatra che giustamente le ha concesso una terapia in gravidanza...non ce ne sono molti, ahimè, di specialisti così! Rimango a disposizione se desidera, cordialmente.

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