Le stereotipie, come lo sfarfallamento delle mani o i saltelli ripetuti, di per sé non sono un segnale significativo, tuttavia se preoccupano i genitori è opportuno che vengano valutati da un neuropsichiatra infantile.
Una domanda di: Michela Sono la mamma di un bambino di sette anni. Fin da quando aveva quattro anni sfarfalla le mani quando è eccitato, in ansia o in attesa di fare qualcosa.
Con il tempo si sono aggiunti anche i saltelli e stringe le mani. Ha frequentato la prima elementare con buonissimi voti. I maestri non hanno
notato niente di anomalo. Ha fatto un anno di basket senza problemi. È un po’ timido ma poi non ha problemi a socializzare. Ha cominciato a parlare a
22 mesi e in modo corretto. Negli anni di scuola nessuno ha mai notato niente di strano. Ascolta, sta seduto, fa quanto gli viene richiesto anche
se è un po’ spreciso. Non so che fare perché ultimamente è peggiorato. Lo sfarfallio o stringere le mani e i saltelli si manifesta sempre quando è
eccitato, in ansia o in attesa di. Non so come fare, ma temo che abbia qualcosa a livello neurologico. Grazie.
Giorgio Rossi
Gentile signora, le stereotipie come lo sfarfallamento, saltellare o stringere le mani sono un segno di per sè non dirimente se isolato, in particolare da sole non comportano diagnosi di autismo. Non si tratta comunque di un problema neurologico, cioè di una alterazione cerebrale che determina movimenti. Considerato che socializza e ascolta, il comportamento segnalato sembra più da ascrivere all’ansia, o all’eccitazione, come lei stessa dice, ma date le sue preoccupazioni deve farlo vedere da un neuropsichiatra infantile. Cordialmente.
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