Febbre, tosse, raffreddore frequenti sono lo scotto che i bambini pagano alla socializzazione. Non sono preoccupanti: alla fine, nonostante questo, crescono tutti forti e sani. L'unica condizione che deve preoccupare davvero perché espone a pericoli è l'obesità: il resto passa senza conseguenze.
Una domanda di: Raffaella Ho un bimbo di tre anni e mezzo, alla nascita pesava kg3.180 ora pesa 14 kg per un’altezza di cm 101, da piccolino a sei mesi ha avuto il
rotavirus e da allora non mangia con voglia, mangia poco e di malavoglia,gli ho fatto prelievi ed e tutto nella norma, si ammala spesso anche tre
volte in un mese febbre e gola, il pediatra mi dà sempre antibiotico e bentelan io non so se tante medicine fanno male, le prende (come detto prima)
anche tre volte in un mese, va all’asilo un giorno e i 10 successivi sta a casa con la febbre … Mma come peso siamo nella norma
oppure è sottopeso e poi il betelan fa male? In quei pochi giorni che sta bene gli do il betotal con la speranza che la fame aumenti un po’, ma non succede …
Giorgio Longo
Cara signora,
suo figlio è un longilineo (alto e magro) e di questo stia contenta. In quella età si gioca la predisposizione a essere obesi che rappresenta oggi una emergenza nazionale, una vera e propria epidemia. L’unica “malattia” oggi incurabile. Per noi pediatri il bambino che mangia poco è sinonimo di salute e il rotavirus non c’entra nulla (e il Betotal lo lascia stare che, oltre tutto, non fa certo aumentare l’appetito).
Le tante infezioni sono un pedaggio che i bambini pagano alla socializzazione. Un bambino nel primo anno di scuola materna si stima che incontri un nuovo virus im media ogni tre settimane; a volte tre nello stesso mese, specie da ottobre a dicembre, a volte salta un “appuntamento”, ma alla fine il numero di infezioni che fanno è uguale per tutti. Poi ci sono quelli, come suo figlio, che fanno più febbre, più tosse, o bronchiti con “fischio” degli altri e che finiscono con lo stare più a casa che a scuola e quelli che, al contrario, se la cavano con poca tosse e poche linee di febbre e che sono sempre presenti in classe (gli “untori”!). Però alla fine tutti diventano grandi e forti. In generale, il consiglio che do ai genitori è quello di mandare il bambino all’asilo appena sta meglio, senza aspettare che finisca di fare anche l’ultimo colpo di tosse. Così almeno, qualche volta, sarà anche lui a contagiare gli altri.
Detto questo è possibile che l’antibiotico molte volte sia dato per eccesso di scrupolo, e così anche il Bentelan, ma se usati nei limiti della ragionevolezza sono farmaci che non hanno ricadute negative, né per il presente, né per il futuro. Con cordialità.
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