Non è necessario interrompere il trattamento con la Lamotrigina (impiegata per controllare l'epilessia e alcune forme di disturbo bipolare) quando si decide di concepire un bambino.
Una domanda di: Alina Salve, attualmente assumo una dose di 300 mg
di Lamotrigina, da gennaio la ridurrò a
200 mg come già detto dal
neurologo, volevo sapere dopo quanto tempo è
possibile programmare una gravidanza?
La ringrazio anticipatamente.
Elisa Valmori
Salve signora, non mi ha precisato per quale patologia lei assuma la Lamotrigina ma in ogni caso questo farmaco è già stato studiato adeguatamente per quanto riguarda l’esposizione in gravidanza e possiamo affermare che una monoterapia (ossia assumere una terapia farmacologica costituita soltanto da questo principio attivo) NON comporta rischi aggiuntivi per quanto riguarda sia le malformazioni fetali che eventuali complicanze della gravidanza stessa.
E’ utile che lei assuma acido folico ad un dosaggio maggiore rispetto a quanto consigliato solitamente alle aspiranti mamme (direi quindi di assumere Folina 5 mg 1 compressa al giorno) per tutto il periodo della ricerca della gravidanza e almeno per tutto il primo trimestre.
Potrebbe inoltre essere utile effettuare una ecografia di II livello alla 16° settimana di gravidanza con l’intento di monitorare il corretto sviluppo del feto. Sarebbe un esame da prescrivere con esenzione M50 (ossia gravidanza a rischio) e questo il quesito diagnostico: paziente epilettica (oppure affetta da altra patologia) in terapia con Lamotrigina.
Se lei soffrisse di epilessia, tenga presente che il rischio di malformazioni fetali potrebbe essere aumentato rispetto alla popolazione generale anche se lei non fosse in terapia con alcun farmaco durante la gravidanza.
Quindi reputo utile suggerirle questa ecografia aggiuntiva che, se sarà regolare, non richiederà ulteriori accertamenti rispetto a quelli già previsti per le mamme in gravidanza.
In conclusione, non è necessario che lei interrompa il trattamento con Lamotrigina per ricercare la gravidanza.
E’ comunque utile che lei informi di questa sua intenzione il neurologo che la segue, così da ragionare insieme su come monitorare al meglio la terapia in gravidanza (i dosaggi dei farmaci andranno adattati al nuovo metabolismo, altrimenti è come non assumerli!)
Spero di esserle stata di aiuto e mi auguro di risentirla con buone notizie, cordialmente.
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